I mafiosi ci scrivono
Noi sottoscritti, detenuti della casa circondariale di Novara, della sezione piano terra A, e questa precisazione vi sta ad indicare come primo punto la divisione dettagliata fra detenuti sottoposti a questo regime, poiché su circa ottanta persone si è frazionati in otto gruppi per far pesare ancor di più la differenziazione, stiamo mettendo in atto una Satiagraha, protesta pacifica e civile che si articola come prima fase nel rifiuto del vitto fornito dall’amministrazione per poi prendere risoluzioni di natura più drastica. Le motivazioni perché si sta intraprendendo questa iniziativa, che non vuole portare alcuna disfunzione al normale e regolare andamento della vita dell’istituto, è per denunciare ed amplificare e dar voce a quanto un po’ tutti abbiamo dentro e da più di due lustri sopportiamo, e con un susseguirsi ripetuto di proteste mai ascoltate.
Chi tocca i fili, muore
Perché ascoltare la voce dei mafiosi è alquanto deprecabile, e allora nessuno si vuole assumere questa responsabilità, poiché chi tocca questi fili muore, intendendo come fili le problematiche dei mafiosi. Unica in questo contesto sociale che si è adoperata a prendere qualche iniziativa è stata la camera penale di Roma. Pur mettendo le mani avanti, dicendo che prima o poi ne pagherà le conseguenze, si è fatta inviare le lettere di quanti sono sottoposti al 41 Bis o.p., per poi fare un libro bianco in cui sono raccolte le stesse, ed è stato pubblicato, così da poter dar voce a tutte le recriminazioni e le angherie subite da quando è stata applicata questa legge. E dove sono gli avvocati delle regioni meridionali in cui più sono i detenuti sottoposti a questo regime, che hanno difeso molti imputati di mafia e che siedono negli scranni parlamentari e sono nei posti apicali di molte commissioni preposte a fare queste leggi? Loro erano i primi, quando svolgevano la professione forense, a deprecare più degli altri l’applicazione del 41 Bis. Allora svolgevano la professione solo per far cassa, allorché pur sapendo come sono stati condotti i processi che sono stati dei plotoni di esecuzione, ora non si preoccupano pur avendo la possibilità di ridare dignità e lustro ad una professione che ha perso tutto della propria deontologia. Problematiche che principalmente sono legate al 41 Bis, cosa che molti magistrati stigmatizzano, propagando notizie fallaci, cioè che il regime è stato ammorbidito. Ma questo contrasta con quanto sta mettendo in atto questo governo, rinnovando per altri quattro anni la legge varata nel 1992 per soli tre anni, in un momento di particolare tensione, riproposizione della stessa legge che si è susseguita fino ad oggi con una temporaneità che dura da dieci anni, con un’emergenza rinfocolata di volta in volta secondo l’esigenza che fa comodo a tutti, e per i motivi più disparati.
Telefonare a casa
Noi chiediamo se sia giusto che uno Stato democratico possa consentire un simile degrado della civiltà ed umanità, ed essere così contraddittorio con se stesso, adoperandosi con qualsiasi mezzo legislativo per combattere la violenza sui bambini, e poi essere esso stesso a fare violenze più deprecabili: perché fa sì che persone detenute e quindi deboli, dopo essere state private del bene più grande da ognuno di noi posseduto, la libertà, quando incontrano i propri familiari siano separate in ambienti diversi, con un vetro divisorio che li divide e impedisce di potersi abbracciare… e per non dilungarsi lasciamo ai lettori immaginarsi l’angoscia che si prova ad incontrare i propri cari ed essere divisi da un vetro blindato, con le difficoltà anche a dialogare. E lasciamo alle vostre intelligenze discernere cosa sia potuto succedere a persone sottoposte a questo regime con figli di pochi anni, li hanno visti crescere senza avere un pur minimo rapporto affettivo, con tutte le conseguenze per queste creature che nessuna colpa hanno se non essere uniche e reali vittime di questa assurda e inumana barriera tra l’affetto di un padre e il proprio figlio. Facile può essere dire: è stato ammorbidito il 41 Bis, ma lo dice chi è interessato a mantenere questo clima di allarmismo, ma cosa c’entra l’ammorbidimento con la possibilità di cucinarsi, perché questo è quanto ci è stato permesso, e quale allarme per la sicurezza pubblica può creare tutto questo? Perché si toglie la possibilità di potere telefonare a casa se la telefonata viene regolarmente registrata, e quindi cosa c’è di più facile che decrittare quanto si è detto e se c’è qualcosa di anomalo farne pagare le conseguenze al responsabile? Invece conviene mantenere tutto sul vago ed aleatorio per poter fare ciò che si vuole senza assumersi alcuna responsabilità. Per non parlare dei tribunali di sorveglianza preposti alla lettura dei decreti, perché unici a poter revocare il decreto ministeriale, che con continuità ripetono le stesse motivazioni con un susseguirsi di fotocopie del precedente decreto, arrogandosi il diritto di dire per tutti che il contatto con i familiari è veicolo per trasmettere ordini all’esterno, anche per chi incontra i familiari con intervalli che a volte durano più di un semestre. E contravvenendo a quanto sentenziato dalla corte costituzionale e dalla corte di cassazione, di vagliare, di volta in volta, quali sono le motivazioni a supporto del decreto, che non possono ripetersi con continuità senza portare fatti nuovi. Cosa inspiegabile per persone che sono sottoposte da svariati anni a questo regime, e che hanno perso i contatti con i propri familiari, pensa un po’ con la realtà che le informative vogliono far credere. Forse chi scrive queste cose vuole rifarsi alla filosofia eleatica, che scinde la realtà in verità ed apparenza, essere e divenire, con il divenire pari all’illusione.
L’appello
Speranzosi che questo ultimo appello possa essere accolto con attesa fiduciosa, e non porti a mettere in atto uno sciopero della fame e della sete, da parte di chi lo riceverà. Affinché non si continui con il distillare un po’ alla volta e quotidianamente questa morte civile, e degrado della dignità umana, morte e degrado a ben vedere innanzitutto del nostro stato di diritto e del nostro senso di umanità, che uno stato di diritto deve avere come priorità. Certi che possiate adoperarvi per dare il maggiore risalto a questa nostra denuncia, porgiamo i più distinti saluti. (Seguono firme di undici detenuti)
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