I ‘NEMICI’ DELL’ADL LO RINGRAZIANO

Di Respinti Marco
28 Aprile 2005

Le reazioni del mondo ebraico all’elezione di Papa Benedetto XVI sono state positive, addirittura lusinghiere. La stampa italiana le ha riprese un po’ tutte, da quelle pubblicate dal quotidiano Haaretz alle varie dichiarazioni di leader e opinionisti. Fra quelle non riprese, notevoli sono quelle di Forward, il quotidiano di New York lanciato in lingua yiddish e inglese. Non fa sconti, dal punto di vista ebraico, l’editoriale pubblicato da Forward; non ne fa, mostra di vantarsene, eppure mantiene un profilo alto, altissimo, di grande sobrietà e di enorme dignità. E, dopo aver istruito la propria pratica, ricordando chi è Joseph Ratzinger e come egli abbia teologicamente e dottrinalmente sostenuto i passi di Papa Giovanni Paolo II verso l’ebraismo, conclude così: «Una partnership fra cattolici ed ebrei, fratelli più anziani e fratelli più giovani nella fede, è in grado di trasformare il mondo. Un prelato che ha costruito questa eredità può davvero chiamare se stesso Benedetto». Di tenore non diverso è il lungo reportage pubblicato dallo stesso quotidiano a firma di Eric J. Greenberg, il quale passa in rassegna le voci stonate provenienti da alcuni settori del mondo ebraico, fra cui quelle di alcuni esponenti dell’Anti-Defamation League of B’nai Brith.
Acquista dunque significato ancora maggiore il comunicato ufficiale dell’Adl diffuso subito dopo la conclusione del conclave. L’Adl è la punta di diamante dei “contro”. Ce l’ha sostanzialmente con tutti: spesso a ragione, sovente a torto (si fece lustro, l’anno scorso, di accusare Mel Gibson di antisemitismo per il film La passione di Cristo). Come ha rilevato David Klinghoffer, l’Adl è intrisa di quel relativismo che Ratzinger ha fermamente denunciato appena prima di divenire pontefice.
Ebbene, l’Adl riconosce in Papa Ratzinger l’artefice del rinnovamento delle relazioni fra ebrei e cattolici. Lo ringrazia e rimanda al mittente le stupidaggini su Ratzinger membro della Gioventù hitleriana («è tutta la vita che fa ammenda pubblica per questo») e chiude così: «L’Adl ha avuto occasione di lavorare con il cardinale Ratzinger e spera di poter continuare questa relazione». Asciutto, distaccato, vero. Sincero. Benedetto.
Marco Respinti

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