I nonni di tutti
«Quando era piccolo il mio nonno è andato a vedere Tarzan a teatro. Quando poi è tornato a casa ha cercato di imitarlo e così si è aggrappato al lampadario. Visto che era andato tutto bene l’ha fatto un’altra volta, ma il lampadario si è rotto. Allora lui si è nascosto dietro l’armadio, ma sua mamma lo ha trovato e lo ha menato lasciandogli il sedere viola. Il mio nonno, che finisce sempre le storie con la morale, mi ha detto: “Combina mia di disaster perché se no la mamma la pica fort”». «Il mio nonno è un po’ bassotto perché io so che se uno beve il vino da giovane rimane bassotto». «Il mio bisnonno durante la guerra in Russia ha perso un amico ed è tornato a casa coi piedi congelati. Il dottore glieli voleva tagliare, ma la mia bisnonna gli ha detto di scongelarli nel camino. Per fortuna ha funzionato». «Mio nonno è ciccione e fuma molto. Quando c’era la guerra e non poteva mangiare la carne, mangiava pane e fumo». «Mio nonno era in guerra e per scappare dai tedeschi con i suoi compagni è andato a nascondersi in campagna. A un certo punto ha sentito un profumo. C’era un contadino che cucinava della carne.
L’ha data a mio nonno che l’ha mangiata. Poi mio nonno ha chiesto che carne era. Il contadino gli ha risposto che era carne di vipera. Il nonno mi racconta sempre questa storia quando non voglio mangiare la pastina». Con storie come queste si potrebbe andare avanti all’infinito, lasciarsi cullare da racconti e aneddoti che dicono di un rapporto unico al mondo, privilegiato e prezioso. Quello fra nonni e nipoti.
È questo rapporto familiare e centrale per la società tutta che è stato celebrato con racconti come questi e disegni in occasione del concorso “Angeli custodi” rivolto ai bambini fra i 6 e gli 11 anni e ai loro nonni. La premiazione, che ha avuto luogo sabato 29 settembre presso l’auditorium Gaber del grattacielo Pirelli a Milano, ha aperto la Festa dei nonni, giunta ormai alla sua quarta edizione. Una ricorrenza che, nata su iniziativa della Regione Lombardia nel 2004, è stata istituita anche dal Parlamento l’anno successivo, con lo scopo di coinvolgere Regioni, Province e Comuni al fine di elaborare iniziative che valorizzino il ruolo dei nonni, oltre a prevedere un premio annuale, consegnato dal presidente della Repubblica al nonno e alla nonna d’Italia.
Il 2 ottobre non per caso
«Come faccio a scrive i racconti del nonno se è volato in cielo tanto tempo fa?». «Adesso senza la mia nonna è cambiato tutto. Per tutta la mia famiglia. Ma io non sono triste perché anche se non la vedo, la sento sempre vicino a me. È il mio angelo custode». Non è dunque un caso che la Festa dei nonni cada il 2 ottobre, la giornata dedicata proprio agli angeli custodi. Ma in Lombardia la festa è continuata per tutta la settimana. Fino a venerdì 5, infatti, Milano si è illuminata dell’affetto particolare che lega i nonni ai loro nipoti. Sul grattacielo Pirelli, tutti i giorni dalle 7.30 del mattino fino a mezzanotte, sono stati proiettati gli sms che i nipoti della Lombardia hanno voluto inviare ai loro nonni, e che oggi vengono pubblicati sul sito www.festanonni.it.
E così, nella ricorrenza liturgica dedicata agli angeli custodi, la Lombardia ha voluto riconoscere, anche a livello istituzionale, l’importanza di una delle figure ritenute fondamentali nella famiglia e nella società. Perché, come ha ricordato il presidente Formigoni, «la Regione crede nella famiglia e vuole aiutarla a essere sempre di più se stessa». Ossia a non dimenticare le proprie radici e la propria storia.
Infatti chi più dei nonni può aiutare a non dimenticare? Ripercorrendo aspetti di un passato, fatti carne nelle esperienze di vita di cui sono stati protagonisti, e che hanno molto da insegnare alle nuove generazioni. Di fatto i nonni costituiscono la memoria storica e affettiva di chi viene dopo di loro. Come i nipoti che stanno ore a bocca aperta e con gli occhi spalancati ad ascoltare le storie che dicono qualcosa anche di loro. È l’epica della quotidianità incarnata in un volto e in una voce familiare. «Gli anziani sono come dei sapienti che sanno tutto. Quello che noi facciamo loro lo hanno già fatto. Sono come un’enciclopedia». Non sono le parole di un esperto di psicologia della famiglia, ma di uno dei tanti bambini che hanno partecipato alla festa. Che con un’intuizione disarmante e cristallina ci ha dato la misura del valore formativo di un’educazione che ha importanza, proprio in quanto non si discosta dalla storia e dalla tradizione di cui fa parte. E se le basi della famiglia sono solide, allora lo è anche la società, che, come Formigoni non si stanca mai di ripetere, si basa proprio sulla famiglia. È in questo rapporto virtuoso che la società ha dunque modo di rinsaldarsi nei valori forti che la costituiscono. «Voglio cogliere i nonni nel loro rapporto affettivo, educativo e personale con i loro nipoti. I nonni e le nonne sono moltissimi, circa 1.800.000 in Lombardia, quasi il 20 per cento della popolazione. Credo che in una società vorticosa come la nostra che spesso separa le persone, la presenza dei nonni sia importantissima».
Il viaggio Valmorea-Mendrisio
Per questo la Regione ha coinvolto scuole, sindaci, associazioni a partecipare alla festa. A completamento dell’evento numerose sono state le iniziative a cui la Regione ha dato il proprio supporto, come viaggi e percorsi dedicati in luoghi suggestivi, per esempio una crociera sul lago d’Iseo, il viaggio Valmorea-Mendrisio sulla linea ferroviaria storica della Valmorea con un treno a vapore del 1910 e quello a bordo di un treno a vapore Bergamo-Paratico Sarnico. Occasioni che hanno dato modo a nonni e nipoti di prendersi per mano. Alla scoperta di un territorio che si impegna a valorizzare e a dare spazio a una categoria sociale che troppo spesso rischia di venire dimenticata nella corsa frenetica del presente, che spesso non concede il giusto respiro per fermarsi ad ascoltare le storie di un passato più vicino e partecipe della nostra vita di quanto possiamo immaginare.
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