I pacifisti boicottano Marco D’Aviano
«Le donne italiane, senza di lui, oggi indosserebbero il burqa. Giovanna d’Arco ha preso due città agli inglesi, ma qui si parla di un frate italiano che ha salvato l’Europa. Siamo un Paese che dimentica anche un personaggio epico come questo. Perché l’attacco alle Torri gemelle è stato fatto proprio l’11 settembre? Per l’islamismo è una data fatale. Il loro risentimento risale alla battaglia di Vienna.
Ecco la “scomodità” di fare beato Marco». Fortuito o programmato che sia l’intreccio di date, sta di fatto che Renzo Martinelli, regista di film che hanno fatto discutere come Porzus e Vajont, non nasconde l’ammirazione per il frate cappuccino padre Marco d’Aviano, l’uomo che il 12 settembre 1683 spezzò l’assedio di Vienna evitando all’Europa l’invasione turca, e che sarà proclamato Beato in San Pietro il prossimo 27 aprile dopo un’attesa lunga oltre trecento anni. Per questo il futuro Beato diverrà protagonista di un nuovo film di Martinelli ispirato all’avvincente romanzo storico dello scrittore friulano Carlo Sgorlon Marco d’Europa e certo non mancheranno, a un film come questo, motivi di grande suggestione.
L’arcobaleno o la spada?
Nonostante la limpida fede e l’opera energica e coraggiosa in difesa della cristianità, anzi forse proprio per questo, si teme fin d’ora che la prossima beatificazione di Padre Marco d’Aviano susciti polemiche e reazioni scomposte da parte dei settori integralisti del mondo islamico e dei loro simpatizzanti. In proposito Vittorio Messori sul Corriere della Sera ha affermato che «Le autorità ecclesiastiche stanno spiegando ai funzionari della nostra polizia che occorrerà raddoppiare la vigilanza il 27 aprile». Intanto Aviano, cittadina in provincia di Pordenone, continua a essere molto più nota per la base militare americana Usaf, abituale meta di cortei pacifisti, che per aver dato i natali al futuro Beato. E a proposito di pacifisti, da voci di corridoio nella curia locale si apprende che qualche prete zelante ha già proposto di non far circolare l’immagine tradizionale di Padre Marco che brandisce il suo crocifisso con il pretesto che potrebbe “offendere qualcuno”.
Per non parlare dell’ultima bella pensata dei soliti pacifisti attivi che hanno infilato il vessillo dell’arcobaleno nella mano vuota della statua del santo eretta presso la Chiesa di Santa Maria Maddalena di Aviano. Ma se pochi, in Italia, ricordano padre Marco, al contrario la sua figura si studia a scuola in Austria e nei Paesi dell’Est, dov’è quasi un eroe nazionale, e la sua tomba a Vienna, collocata nella Cripta dei Cappuccini accanto ai sepolcri della famiglia imperiale, continua a essere meta di centinaia di visitatori.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!