…i pacifisti d’Italia
Cari pacifisti in buona fede, pur rispettando i vostri sentimenti abbiamo sempre stimato poco la vostra intelligenza e la vostra autonomia intellettuale, ma la settimana scorsa siete riusciti a superarvi anche agli occhi di osservatori malevoli come noi. Ha soggiornato in Italia per tre giorni Dick Cheney, il vicepresidente americano che voi accusate di aver voluto la guerra in Irak per lucro personale, e voi non vi siete fatti vedere in piazza nemmeno cinque minuti. Quando noi eravamo ragazzi e Richard Nixon venne in Italia negli anni della guerra in Vietnam, dovettero portarlo avanti e indietro sopra Roma con l’elicottero per evitargli i cortei di protesta che attraversavano la città. Che fine ha fatto la vostra indignazione? Dove sono le vostre belle bandiere arcobaleno? Non possiamo credere che voi siate meno decisi di quanto lo erano i vostri fratelli maggiori, né che abbiate cambiato idea sull’intervento americano in Irak. Crediamo invece che i vostri capi siano troppo impegnati a litigare intorno alle liste per le elezioni europee e a spintonarsi per accaparrarsi un posto nelle medesime, e non ritengano opportuno prendere iniziative che creerebbero nuovi problemi e fratture a sinistra in un momento tanto delicato. Crediamo che il vostro movimento sia talmente spontaneo, che senza ben precisi ordini di scuderia e costi spesati non è capace di muovere neanche un passo, pardon: un autobus oppure un treno. Una cosa sola vi chiediamo, e la chiediamo soprattutto ai pacifisti di estrazione cattolica: smettete quella posa severa del volto, come se foste gli unici giusti sulla terra, come se sovrastaste tutti con la vostra superiorità morale. Siete soltanto un po’ più presuntuosi e un filino più ipocriti di noialtri peccatori.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!