I pacsisti sono più felici. Se lo dice Brad Pitt sarà vero

“Più felici le coppie conviventi”, titolava il 18 agosto il Corriere dedicando a questo postulato un’intera pagina; ma nell’articolo non troviamo una riga basata su studi scientifici che giustifichi questa frase. L’unico dato a supporto della tesi era che negli Usa ci sono più conviventi che sposati: scarso argomento per dire che sono più felici. Ma cosa dice la medicina? Si guarda bene dal parlare di “felicità”, ma ci dice invece che gli sposati sono più sani di chi convive. E non è un giudizio morale, ma una ricerca scientifica fatta nel 2003 dal Dipartimento Usa per la Salute e i Servizi Sociali, studiando oltre 120 mila persone. Ricerca dalla quale si apprende che la miglior salute degli sposati non dipende né dalla razza né dal livello socio-economico, e si manifesta a livello fisico, psicologico, e di minor consumo di tabacco. L’unico punto a sfavore degli sposati è che i maschi sono in sovrappeso. Come tutti sanno, chi sta meglio in salute non è per forza più felice, ma star bene aiuta ad esserlo! E allora ci farebbero piacere due cose: primo che quando si parla di felicità si usassero i piedi di piombo. Secondo, che chi legge e si forma un giudizio non si limitasse ai pareri di Brad Pitt. La giornalista del Corriere infatti dedica le ultime righe dell’articolo ad un richiamo della portavoce di “Concerned Women for America” ai rischi della convivenza rispetto al matrimonio: «Se sei una star hollywoodiana non hai niente da temere. Ma per la donna americana media e con prole è un disastro totale».
Carlo Bellieni Siena

Alcune recenti dichiarazioni del ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni non mi convincono. Propugna un ritorno alla definizione di “Pubblica Istruzione”. Tutta l’istruzione è pubblica, da qualunque soggetto sia offerta. Pubblica era anche la scuola che “privatamente” aveva messo su don Milani, a cui il ministro rende spesso omaggio. Fioroni insiste sulla necessità di tenere aperte le scuole di pomeriggio. Molte scuole già lo fanno: per progetti Por, Pof, sportivi. La lotta alla dispersione non si fa mantenendo a tutti i costi i ragazzi a scuola, ma con proposte educative, ciò che oggi nella scuola non avviene. Fioroni ha ammesso che «insegnare è un lavoro usurante». Non ha pensato che il gusto di educare viene meno in una scuola dove è mortificata continuamente la professione dei docenti? Invece di accompagnare gli insegnanti alla pensione (che ormai è la massima aspirazione) o al passaggio ad altri comparti dello Stato, bisogna accompagnarli nel compito educativo.
Francesco Manzo Battipaglia (Sa)
Moriremo democristiani? Speriamo di no.

Dopo lo sgozzamento di Baldoni e l’accoltellamento di Frammartino, ci si aspettava da parte della sinistra qualche parola di biasimo su questi gravi delitti. Invece silenzio assoluto. Solo l’ennesima strumentalizzazione di un morto ammazzato da mano amica, avvolto nella bandiera arcobaleno e con i soliti sermoni sulla responsabilità non dell’assassino, ma di quella, a monte, di Israele che non accetta di ricevere in dono duecento missili al giorno e si permette anche di reagire. Due morti ammazzati che credevano bastasse essere nemici dello stesso nemico per diventare amici e fratelli dei loro carnefici. Sognare è legittimo, ma prima che diventi incubo è preferibile svegliarsi.
Giovanni Toffali Verona

I fischi riminesi all’on. Paola Binetti mi hanno messa a disagio. Non è educato fischiare, però il valore non è mai stato il “dialogo in sé” ma la verità, giusto? È giusto il giudizio politico dell’Ulivo oggi, come è stata giusta la battaglia referendaria dello scorso anno? Qualche differenza bisognerà pure sottolinearla, per marcare la verità! Sicuramente scegliendo e votando in campo politico, si deve cercare chi favorisce la nostra vita, anche quella delle nostre opere, ma quando favorire le “opere” pone evidenti macigni sulla libertà d’educazione? Che cosa ci preme di più?
Anna Strada via internet
Confesso, avrei voluto essere una banda di fischiatori.

A me Pierluigi Bersani piaceva anche un po’. Non più. Mi dispiace che al Meeting abbia presentato il libro di don Giussani. Le sue cosiddette liberalizzazioni sono delle prese per i fondelli del consumatore. La diminuzione dei minimi accontenta solo le banche e le assicurazioni e va ad incidere sul prestigio e sulla qualità dei professionisti.
Andrea Tigli via internet
Che c’entra la politica di Bersani con la lettura di Giussani? Vogliamo togliere pure a Visco il piacere di specchiarsi nell’Inferno di Dante?

Il bollino di High Definition Theology che Antonio Socci distribuisce a destra e sottrae a manca mi pare cozzi con l’intuizione motrice di Giussani: il cristianesimo è roba per tutti. Certo è più facile commuoversi pensando a pescatori, minatori e lavavetri che Cristo fa suoi, che se per disgrazia ci scappa l’intellettuale o il politico laico à gauche, tanta retorica ostia e salame va a farsi benedire. Che al Meeting Bersani dica quello che vive e che pensa. Che dica anche boiate, se vuole. Io sono 15 anni che ne dico e ancora mi danno la parola nei consessi ciellini. Come a Socci, del resto. Un saluto guascone.
Mattia Spanò via internet
Guascone per guascone, Socci ha solo cercato di prendere due fatwe con un piccione.

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