I PALLONARI NE SPARANO MENO DEI REFERENDARI
In un’alba livida, partendo da un aeroporto di cupi manipoli di tifosi delusi, sono stato criticato perché non mi univo alla rabbia nei confronti di Carlo Ancelotti, indicato come responsabile della derrota milanista col Liverpool. Ho abbozzato, sia perché ero reduce dal tunnel del vento del civettuolo “Ataturk”, sia perchè l’autonomia derivata dall’assunzione di una focaccia al kebab si era esaurita. Il Milan, malgrado tutto, ha fatto una grande stagione, ma alla fine, forse, risulterà che ha vinto di più l’Inter e di questo i tifosi si nutriranno. Come si sono sempre nutriti.
Il calcio è bello perché è vario e soprattutto perché è un argomento per cazzari. Qualche fenomeno sostiene che, per questo, è un fenomeno minore, che non c’è serietà perché si può dire tutto e il contrario di tutto. In generale, tendo a concordare. Poi però ho seguito un paio di dibattiti sulla fecondazione artificiale. Minchia, quella è scienza, dovrebbe essere una cosa seria, con delle certezze. E invece le sparano grosse come noi pallonari, sembra che l’embrione sia come le decisioni di Ancelotti, opinabile. E allora mi consolo e vado a scofanarmi un bulacco di spaghetti, che il kebab è bello se dura poco.
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