I preti che fanno la differenza
Per dirla con la battuta di mezzanotte che ha fatto a Tempi il leader laico di Comunione e Liberazione Giancarlo Cesana, «comunque vada Berlusconi ha vinto». E adesso che hanno vinto solo per un pelo? Adesso che il ministro del culto Marco Pannella e la vestale del tempio Emma Bonino hanno il coltello dalla parte del manico? Dovrebbero riflettere un po’ su che fine faranno le loro battaglie anticoncordatarie e anticlericali. Siete ancora sicuri di voler denunciare i preti politicizzati? Andate a rileggere la campagna elettorale che vi ha fatto vinciucchiare. A chi credete abbiano dato da mangiare i Concordati e le battaglie radicali per l’aborto e la droga liberi, per i pacs e i matrimoni gay, per le scienze biofaustiane e le fecondazioni artificiali? Se le elezioni non sono andate proprio come volevano i poterazzi nazionali e internazionali (e anzi, diciamocelo, è stato un successo deprimente), se Forza Italia è il primo partito in Italia e se Nord e regno delle due Sicilie hanno simbolicamente dato nuovo vigore alla prospettiva di un paese tagliato in due tronconi, la piccolissima differenza che ha fatto vincere Syndrome Prodi forse l’hanno fatta proprio loro. I preti. I Sorge e le tonache di Famiglia Cristiana, i gioachimiti no global alla Vitaliano e i precursori dell’islamocristianesimo alla Zanotelli, i Ciotti e le Caritas, i curati bonari della curia di Milano e quelli paxchristici di Pescara, il vescovo emerito di Ivrea e quello con chissà quali meriti di Foggia. Tutti don, tutti clericali che hanno fatto un gran ballo collaterale intorno all’Unione di Prodi e di Pannella. Clericali che predicando e ballando contro il Cavaliere Nero (un divorziato che non è neanche pedofilo) hanno finalmente risposto «no, non è la prima che hai detto» alla domanda del poeta: «è l’umanità che ha abbandonato la Chiesa?» o «è la Chiesa che ha abbandonato l’umanità?».
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