I preti dovranno imparare le prediche da Nichi Vendola

Di Elisabetta Longo
09 Giugno 2011
Cosa c'entra Nichi Vendola con la beata Madre Teresa di Calcutta? Entrambi hanno fatto almeno una riflessione che è stata inserita nel Sussidio liturgico pastorale edito dalle Paoline e diretto a tutti i sacerdoti come spunto riflessivo per le omelie in chiesa

Caro giovane prete che ti accingi ad imparare la sottile e difficile arte del predicare ai fedeli seduti sulle panche in chiesa, di fronte al tuo pulpito, ti starai chiedendo qual è il modo migliore per impararlo.

Innanzitutto, comprando un manuale. E visto che esiste un manuale per tutto,
per le omelie c’è il Sussidio liturgico pastorale edito dai Paolini e diretto ai sacerdoti. Tra questi inaspettatamente un discorso fatto da Nichi Vendola, che il governatore scrisse in
forma di lettera alla Gazzetta del Mezzogiorno, indirizzandola idealmente a don Tonino Bello, vescovo del sud in lizza per la beatificazione, scomparso nel 1993 di cancro. Vendola è un oratore abilissimo, anche se, messo a confronto con altri discorsi del Sussidio, come quelli della beata Madre Teresa di Calcutta, rischia di sfigurare un po’.

Ad ogni modo il politico con l’orecchino, spiega il Corriere,
si è detto entusiasta di essere stato inserito in questa rosa. “D’altronde io amo la Chiesa quando sa accogliere. Quando sa annunciare. Quando è crocevia di salvezza”. Scusi, Vendola, ma quand’è che accadrebbe il contrario?

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