I PROFESSORI DELL’UNIONE

Di Luigi Amicone
06 Ottobre 2005
MA I LIBERAL DEL CORRIERE CONOSCONO IL PROGRAMMA DI BERTINOTTI?

è sempre piacevole leggere le sagge riflessioni dei professori liberal del Corriere della Sera. Sartori, Monti, Salvati, Padoa Schioppa – solo per citarne alcuni – si danno un gran daffare a spiegare quanto è buzzurra e poco liberale la Cdl, e sono straordinari, per dirla con Michele Salvati, a suggerire che «Chi andrà al governo dovrà varare un pacchetto di misure liberali». Mettiamo che ci vadano loro, i professori dell’Unione al governo. In compagnia di chi, qualora l’Unione vincesse le elezioni, i professori liberal e antibuzzurri andrebbero al governo? Ci andrebbero con Fausto Bertinotti, che non sta con Romano Prodi in una desistenza qualsiasi (come potrebbero invece starci i radicali di Pannella). No, Bertinotti ci sta nella forma politica di alleato organico alla “Fabbrica delle idee”. E quali sono le idee di Bertinotti? Basta leggere il suo programma. Il quale dice “Voglio” (non “sogno” o “propongo”, come nota con un certo imbarazzo il quotidiano arancione dell’Unione): «1. Il ritiro immediato dell’Italia dalla guerra di occupazione in Irak e dagli altri luoghi dove è presente in forme di occupazione militare, come l’Afghanistan e i Balcani. 2. L’indicazione di una forbice massima tra le retribuzioni nel sistema pubblico e privato in modo che non possa esserci chi guadagna dieci volte quanto chi prende il minimo contrattuale. 3. La scala mobile su salari e pensioni. 4 L’abbandono della politica delle grandi opere. 5 L’abrogazione della legge Biagi. 6 Una tassazione sulle transazioni finanziarie internazionali. 7. Tasse sulle ricchezze finanziarie e patrimoniali». Non c’è che dire, un bel “pacchetto di riforme liberali” e di “riforme strutturali”.

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