I sentori del Moscato

Di Alciati Piero
31 Agosto 2006

Col Moscato d’Asti si “pesca” bene. Uva che richiama la collina, Santo Stefano Belbo, Mango, il genio di Cesare Pavese. Sta iniziando la vendemmia del Moscato, varietà aromatica, vino dolce a bassa gradazione alcolica, appena mosso, semplice, dai profumi caratteristici. Ideale a fine pasto con dolci di frutta, crostate, pasticceria secca. C’è l’Asti spumante, di buona qualità, che si trova facilmente. Ma è con i piccoli produttori che prevale l’eccellenza: Saracco di Castiglione Tinella, La Spinetta di Castiglione Lanze e, chicca, Isolabella della Croce, a Loazzolo, sopra Canelli, 420 metri d’altezza. Qui operano gli eroici vignaioli, in testa Giancarlo Scaglione. Coltivano il moscato che, passito, dà poi origine al Loazzolo. L’altezza, l’esposizione e il microclima donano a questa minuscola doc classe superiore. I sentori dell’uva moscato si fondono al miele, alle spezie, ai fiori di sambuco.

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