I soliti punti di vista
Il problema ambientale attraversa tutte le tematiche della vita pubblica e privata. Questa convinzione si è rafforzata discutendo sulla disponibilità di energia per il prossimo inverno. Dal dibattito in corso emergono due posizioni, radicalmente errate tutte e due. La prima di queste è quella, cara agli ambientalisti di ogni specie, secondo la quale ogni kilowattora prodotto e consumato costituisce un peso insopportabile per l’ambiente e una pericolosa spinta verso il surriscaldamento del pianeta. Questa è la posizione dei profeti di sventure, che nessuno di loro ha il coraggio di esporre in termini crudi: l’essenza di questa opinione viene mascherata ed edulcorata, in misura variabile a seconda di chi parla, ma sempre facendo attenzione a destare preoccupazioni e ansietà in misura tale da poterle gestire. è chiaro a tutte le persone dotate di raziocinio, cultura anche elementare e un po’ di buon senso, che tale opinione è infondata: è ben chiaro a chiunque non abbia la mente ottusa e non sia condizionato da motivi di interesse personale, infatti, che l’andamento del clima non dipende dalle attività dell’uomo; che lo sviluppo della scienza e della tecnologia è in grado di risolvere i problemi che crea, come è sempre avvenuto nella storia; e infine che coloro (gruppi e persone) che formulano oggi previsioni apocalittiche sono gli stessi che hanno predetto in passato disastri infiniti, mai verificatisi: disonesti, ignoranti e iettatori.
Il secondo filone di pensiero è diametralmente opposto: l’ambiente non è un problema, l’importante è produrre e fare profitti, e vadano in malora quelli che mettono i bastoni tra le ruote con prescrizioni e condizioni. Dal punto di vista morale (e quindi anche da quello razionale) questo atteggiamento è altrettanto riprovevole del primo. Occorre ricordare che l’ambiente è una risorsa a disposizione dell’uomo, da disporre con saggezza e prudenza, perché ne siamo non despoti, ma affidatari, debitori ai nostri figli e successori; bisogna avere presente che taluni tipi di violenza sull’ambiente possono mettere a rischio la salute dell’uomo e la stessa vita. Sappiamo bene che non esiste risultato economico o produttivo che possa giustificare il rischio anche per un singolo individuo. Allora, come porsi, davanti ai problemi dell’ambiente e dei consumi? La risposta, come sempre, la troviamo nel deposito della fede: come le vergini prudenti della parabola, dobbiamo economizzare le risorse per averle disponibili quando servano.
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