I sondaggi che non fanno titolo

Di Arrigoni Gianluca
27 Aprile 2006

Sondaggi. Il 28 marzo il quotidiano Le Monde titolava in prima pagina: «Il 63 per cento dei francesi rifiuta il Cpe». Leggendo il sondaggio si scopriva che era vero esattamente il contrario. Il 54 per cento dei francesi infatti era per il mantenimento del Cpe tale e quale (4 per cento) o con qualche modifica (50). Una percentuale di consensi ancora maggiore la si trovava tra gli elettori dell’attuale maggioranza, all’8 per cento favorevoli al Cpe così com’era e disposti, per il 72 per cento, a qualche suo aggiustamento. Altri sondaggi dello stesso periodo confermano che la maggioranza dei francesi non voleva il ritiro del Cpe.
Sindacati dei lavoratori. Tutti insieme i cinque più importanti sindacati, Cgt, Cfdt, Fo, Cftc e Cfe-Cgc, rappresentano solamente l’8 per cento della popolazione attiva.
Sindacati studenteschi. Anche i sindacati studenteschi hanno una scarsa rappresentatività. L’Unef, tradizionalmente vicino ai socialisti e tra i principali promotori delle occupazioni nelle università, alle elezioni studentesche del 2004 ha ottenuto la maggioranza relativa, il 39,28 per cento, e quindi 89 eletti negli organi rappresentativi, grazie al sostegno di 66.209 studenti sui 172.791 che hanno partecipato al voto e che rappresentano solo l’8,12 per cento degli oltre due milioni di studenti iscritti. Un altro sindacato in prima fila durante le manifestazioni, la Confédération étudiante (Cé), associata alla Cfdt, ha 2.000 iscritti e nel 2004 ha partecipato per la prima volta alle elezioni studentesche ottenendo 2 eletti grazie al voto di 3.111 studenti, equivalenti all’1,8 per cento non degli iscritti ma dei votanti.

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