Idea per i fan dei nuovi diritti: un’università a Nova Milanese
Ogni volta che gli addetti ai lavori analizzano problemi che riguardano i ragazzi sono tutti d’accordo sul definire ciò che è diseducativo, sbagliato, dannoso o pericoloso. Dopo di che si vengono a formare istantaneamente due correnti di pensiero, la prima che propone di proibire, la seconda che sostiene che la proibizione incuriosisce e peggiora la situazione. Per carità, sono stato anch’io un ragazzino e so bene cosa sia il sapore del proibito, ma so anche che, per me, aggirare certe proibizioni era troppo complicato e rinunciavo. Ora a tutti coloro che sostengono che proibire sia negativo vorrei fare una proposta paradossale, anzi provocatoria, ma che dovrebbe indurli a riflettere: lasciare libero il sesso. Provate a immaginarvi cosa succederebbe nelle scuole, quindi chiedetevi se le proibizioni sono così distruttive per le menti dei ragazzi o se altresì sono la base di una formazione che permette loro di separare il bene dal male. Il permissivismo è senz’altro il metodo educativo meno faticoso ma forse sarebbe bene che i genitori, mamme-merendina in primis, cominciassero a rimboccarsi le maniche. Non si possono educare i figli con la cultura dei diritti, con la cultura dell’autogestione minorile dell’etica tralasciando doveri e proibizioni.
Roberto Bellia Vermezzo (Mi)
Lei ha così ragione che, a rigor di logica corrente, non capisco lo scandalo per un caso come quello della scuola di Nova Milanese. Il preside di quella media inferiore ha detto che «è inconcepibile una cosa del genere in una scuola dove viene impartita una educazione alla sessualità non separata dall’affettività». Separazione? In che senso? Pare che i ragazzini volessero molto bene alla loro professoressa.
. Medico in famiglia è senz’altro anche Nonno Libero, quel Lino Banfi che adesso ci sdogana pure il matrimonio lesbico. Cosa ne pensa della polemica di culturacattolica e delle proteste degli altri cattolici della rete?
Paolo Satta Milano
Penso che Lino Banfi continui a fare lo stesso mestiere di quando toccava le tette alla Edwige Fenech. Però, quando polemizziamo con i finti nonni bisogna sapere anche altre cose. Tipo che la scorsa estate Lino Banfi è stato portato – suppongo da preti cattolici fuori rete – al molto cattolico Congresso Mondiale delle Famiglie. Dove, sempre allo stesso Banfi, è stata data la bella opportunità di arringare le folle cattoliche con un intervento da nonno vip. Tipo che ha incassato la standing ovation di decine di migliaia di cattolici, solo per aver detto, il filosofo della Fenech, al Papa, qualcosa come «io e lei siamo i nonni dell’umanità».
Milano, 16 novembre 2006. Buone notizie per i 230 mila lombardi che vivono sotto la soglia di povertà. La legge che sostiene la lotta allo spreco di chi ogni giorno raccoglie e distribuisce ai più poveri le eccedenze alimentari è stata approvata all’unanimità dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale. Il provvedimento che fu presentato in luglio da Sala e Boscagli di Forza Italia, Pizzetti dei Ds, Galperti della Margherita, Dalmasso di Per la Lombardia, Macconi di An, Quadrini dell’Udc, Rizzi della Lega, approderà presto in Commissione Bilancio e successivamente in Aula per l’approvazione definitiva.
Comunicato congiunto
di consiglieri
della Regione Lombardia
Il mio amico Mario Sala, uno dei pochi politici che conosca che ti manda un comunicato stampa per parlare di cose invece che per parlare di sé, direbbe: «Riconosciamo che l’opera nata dall’incontro tra don Luigi Giussani e il cavalier Danilo Fossati, patron della Star, all’inizio degli anni Ottanta è per il bene di tutti. Non ci ha unito un’idea comune sui “sistemi” per aiutare i poveri, ma di fronte all’opera del Banco Alimentare, dei suoi fondatori, dei suoi volontari e degli oltre mille enti non-profit lombardi di ogni orientamento culturale e ideale che ricevono dal Banco il cibo per i loro assistiti, si è realizzata una unità reale di tutte le forze politiche». Dimostrando, al contrario di quel che dice D’Alema, che le “larghe intese” in vista di un bene comune sono possibili.
La maggior parte degli studenti di Diritto costituzionale studiano sul manuale di Roberto Bin e Giovanni Pitruzzella. Nessuno vuole contestare la validità di questo testo, però è ben strano che per quanto riguarda la casistica negativa gli autori ricorrano quasi sempre a esempi riguardanti il mondo cattolico. D’accordo, lo Stato è il principe azzurro che salva i suoi cittadini belli e addormentati dalle istituzioni cattoliche. Ma è corretto inserire in un manuale di Diritto il “caso” intitolato “Il facile gioco del partito dell’astensione”, nel quale si condannano senza mezzi termini coloro che nel 2005 hanno invitato gli italiani ad astenersi al referendum sulla procreazione assistita? È da manuale di Diritto costituzionale dimenticare di segnalare che anche la scelta dell’astensione esprime una precisa intenzione politica, tutelata dalla Costituzione?
Nicola Brizielli Chiavari
Guardi, non conosciamo il manuale, ma gli autori sono sempre quelli. Retorici, ideologici, palloccolosi. Scrivano di storia o di diritto, hanno sempre quel problema di transfert con la Chiesa. Forse fanno troppa teoria all’accademia di Gustavo Zagrebelsky e troppa poca pratica all’università di Nova Milanese.
Il ministro Fioroni ha definito “carogne” il gruppo di studenti torinesi che ha picchiato un ragazzo down. Suppongo che se venisse appurato che prima di infierire sul loro compagno di classe avevano fumato uno spinello, sarebbe intervenuta la ministra Turco per dire che quei ragazzi andrebbero “educati”, non “condannati”. Bene. Gli studenti di Torino li hanno bocciati e sospesi per un anno da tutte le scuole del regno. E adesso?
Gloria Fratelli via internet
E adesso, col permesso della ministra Turco, andiamo tutti a farci una canna. Come si dice? Un colpo al bullo e uno alla modica quantità.
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