Nazionalismo, rapporti di potere, radici storiche comuni e costruzione culturale del “nemico”. Intervista allo slavista Giuseppe Ghini, autore di “Guerra e pace al tempo di Putin”
Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin (foto Ansa)
Una guerra ideologica fratricida fra due paesi che condividono la stessa cultura e la stessa storia, ma che purtroppo condividono anche la stessa, benché opposta, ideologizzazione della realtà. Ci sono un aggressore e un aggredito, ma ci sono anche una lunga serie di atti che hanno preparato la guerra dei quali sono responsabili entrambe le parti in conflitto. È questa la tesi di fondo, rischiosa in tempi di polarizzazione bellicista ma seriamente documentata, di Giuseppe Ghini, autore insieme al generale Marco Bertolini di Guerra e pace al tempo di Putin. Genesi del conflitto ucraino e nuovi equilibri internazionali (Cantagalli, 277 pagine, 20 euro).
Ghini è docente di Slavistica presso l’Università degli studi di Urbino Carlo Bo, traduttore delle opere di Averincev, Cechov, Achmatova e recentemente, per Mondadori, dell’Evgenij Onegin di Puskin. È membro del consiglio scientifico o delle redazioni di riviste specializzate italiane e russe come Russica romana, Bizantinistica. Rivista d...