Il Barbera d’Asti

Di Tempi
31 Gennaio 2008

Pier de Crescenzi, giudice della città di Asti, nel 1300 scrisse il più celebre trattato di viticoltura del Medioevo, Liber ruralium commodoro, dove cita una qualità di uva chiamata “grissa” dal cui mosto si ricava «un vino ottimo, serbevole, e molto potente». Quell’uva grissa era con ogni probabilità la barbera. Il Barbera d’Asti Bricco dell’Uccellone 2000 (prodotto da Braida di Giacomo Bologna, via Roma 94, Rocchetta Tanaro, Asti, tel. 0141/644113), fatto con uve barbera al 100 per cento con 12 mesi di affinamento in barrique, è di colore rosso intenso con riflessi aranciati. Presenta un profumo ricco. In bocca è asciutto, di gran corpo, ottimamente amalgamato col legno in un insieme di lunghissima persistenza aromatica. Abbinamenti con piatti di carne, arrosti e formaggi stagionati.
Carlo Cattaneo

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