Il barrito dell’Europa

Di José Manuel Durao Barroso
13 Ottobre 2005
'LAVORARE INSIEME PER L'EUROPA DEL FUTURO. UN NUOVO INIZIO PER LA STRATEGIA DI LISBONA' è IL TITOLO DELL'INTERVENTO CHE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA HA SCRITTO PER 'ATLANTIDE', LA RIVISTA DELLA FONDAZIONE SUSSIDIARIETÀ. TEMPI NE PUBBLICA I PASSAGGI RILEVANTI

Le problematiche legate alla concorrenza globale e all’invecchiamento della popolazione sono più intense oggi che cinque anni fa quando lanciammo la Strategia di Lisbona:
 Oggi l’Europa ha una crescita media del 2 per cento, rispetto al 3 di 25 anni fa. Nello stesso periodo gli Stati Uniti hanno portato il proprio livello di crescita al 3,5 mentre continua la crescita spaventosa di nuove economie come India e Cina.
 La globalizzazione è un processo cruciale e inevitabile che nessun governo può in alcun modo controllare, infatti lo sviluppo delle sinergie a livello globale è in larga misura dovuto al progresso tecnologico che fortunatamente non può essere né rallentato né fermato dai singoli governi nazionali. Negli ultimi cinque anni il processo di globalizzazione ha provocato un incremento della concorrenza a livello globale: da un lato è cresciuta la competitività settoriale dei paesi emergenti (la Cina nel settore industriale e l’India in quello dei servizi), dall’altro i sistemi economici di Giappone e Stati Uniti si stanno rinnovando più velocemente di quello europeo.
 L’invecchiamento della popolazione produrrà ricadute notevoli sul sistema economico, già oggi la spesa sanitaria, il mercato del lavoro e il sistema pensionistico ne stanno subendo le conseguenze; l’effetto più immediato di tale evoluzione riguarda la riduzione della popolazione in età lavorativa. In particolare secondo alcune stime in Italia il numero di persone in età lavorativa, che nel 1990 si aggirava intorno ai 52 milioni, sarà nel 2040 di appena 35 milioni. Cambiamenti di queste proporzioni mettono in pericolo la nostra crescita futura e la capacità dell’Unione di mantenere alti i livelli occupazionali nel lungo periodo.
 La causa principale della crescita limitata dell’economia europea è da ricercarsi nei differenziali che si riscontrano tra i livelli di crescita della produttività dell’Unione e quelli dei nostri principali concorrenti, dovuti alla mancanza di investimenti adeguati. Circa la metà del gap è dovuto alla lenta applicazione delle nuove tecnologie all’economia nel vecchio continente.
 Un’attenzione particolare merita il tema dell’allargamento che richiede nuovi sforzi per vincere le sfide legate alla nuova politica di coesione predisposta per ridurre i divari regionali.
(.) La Strategia di Lisbona deve fornire risposte adeguate per vincere queste sfide.

crescita e occupazione
 L’Unione possiede tutte le prerogative per affrontare con successo le grandi sfide europee; non deve né tentare di riprodurre il modello americano, né intraprendere un processo di deregolamentazione per competere con India e Cina. Le forti tensioni concorrenziali che stanno attraversando il pianeta dovrebbero portarci ad individuare un modello sociale adeguato capace di confrontarsi con le economie più competitive del mondo.
 La Strategia di Lisbona sottolinea la necessità di garantire crescita e occupazione in un contesto fortemente competitivo, poiché solo attraverso il perseguimento di questi obiettivi l’Europa sarà in grado di affermarsi come leader mondiale.
 La strategia di Lisbona offre soluzioni intelligenti e innovative funzionali alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro. La creazione di sinergie (per esempio tra ricerca ed educazione, o tra politiche ambientali e l’innovazione industriale) e il ruolo chiave assegnato alla Conoscenza rappresentano le leve principali necessarie allo sviluppo dell’Unione. Non a caso paesi come Cina, Brasile e Russia hanno adottato delle politiche di sviluppo che riprendono in molti punti la Strategia di Lisbona.
(.) La revisione della Strategia di Lisbona propone un’azione specifica fortemente indirizzata a garantire occupazione e crescita:
 creando un’area in grado di attrarre investimenti esteri
 ponendo la conoscenza e l’innovazione al centro della crescita europea
 introducendo politiche che permettano all’Unione di disporre di nuovi e migliori posti di lavoro
Conoscenza e innovazione
(.) La revisione della Strategia di Lisbona deve rafforzare la ‘conoscenza’ nell’Unione che è la base della spinta futura per la crescita:
 Gli Stati Membri devono destinare alla ricerca almeno il 3 per cento del budget comunitario.
 Gli Stati Membri e gli attori locali e regionali devono individuare nuove vie per sostenere innovazione e ricerca, in particolare per le Pmi, ad esempio attraverso la creazione di ‘poli di innovazione’ dove scienziati ed economisti lavorino insieme.
 Il sistema universitario europeo, che dovrebbe rappresentare un polo di eccellenza mondiale, attualmente necessita di una gestione più efficiente all’interno di un’Area Europea dell’Educazione. La revisione della Strategia di Lisbona propone tra l’altro la messa a punto di un polo di eccellenza (l’Istituto Europeo della Tecnologia) in grado di sviluppare idee innovative e attrarre ‘cervelli’ da tutto il mondo.
 L’Unione deve necessariamente cogliere tutte le opportunità offerte dalla scienza e dalla tecnologia nel campo delle biotecnologie e dell’informazione per promuovere innovazioni ecologicamente sostenibili; le tecnologie di nuova generazione possono aiutare la società ad affrontare sfide come i cambiamenti climatici o la ricerca di fonti energetiche alternative.

Migliori e maggiori posti di lavoro
Per sostenere la crescita bisogna mantenere un alto livello occupazionale, l’occupazione inoltre rappresenta un fattore cruciale nello sviluppo della coesione dell’Unione. Il lavoro è l’arma più efficace contro la povertà, quindi la revisione della Strategia di Lisbona dovrà permettere la creazione di condizioni tali da favorire il raggiungimento di un alto livello occupazionale che diffonda benessere e riduca il rischio di esclusione sociale.
 La revisione della Strategia di Lisbona sottolinea l’importanza della necessità di adottare, a livello nazionale, riforme che modernizzino il mondo del lavoro e le politiche sociali. Tali riforme rappresentano anche il primo passo per vincere le sfide legate ai cambiamenti demografici, non a caso la Commissione è in procinto di avviare un ampio dibattito sulle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione con un libro verde. Allo stesso modo nel gennaio 2005 é stato lanciato un libro verde sulla migrazione che permetterà all’Unione di sviluppare nel lungo periodo politiche funzionali alla riduzione delle differenze presenti nel mercato del lavoro.
 Sostenere l’occupazione significa da un lato mettere a disposizione delle persone le competenze di cui hanno bisogno per adattarsi al cambiamento, dall’altro favorire l’adozione di regimi fiscali e di sistemi d’incentivazione nazionali in grado di favorire l’ingresso e la permanenza delle persone nel mercato del lavoro.
 è importante ricordare che la responsabilità primaria del cambiamento in questo settore è chiaramente dei singoli governi nazionali e delle parti sociali.

proposte
(.) Per aiutare la creazione di una costruzione comune la Commissione propone:
– Un approccio integrato alle politiche occupazionali e macroeconimiche, e una gestione integrata degli obiettivi di Lisbona.
– Definire meglio il ruolo del Consiglio del Parlamento e della Commissione.
– Il programma d’azione comunitario che individua le azioni da intraprendere deve essere complementare ai programmi d’azione nazionali; questi ultimi dovrebbero essere sviluppati dagli Stati Membri solo dopo un’ampia consultazione con la società civile ed i Parlamenti.
– I singoli Stati Membri dovranno identificare una ‘Mr. o Mrs. Lisbona’ a livello nazionale capaci di coordinare il processo.
– Semplificare la programmazione in modo tale da avere un programma a livello comunitario e uno a livello nazionale.
Infine, è necessario andare oltre i Governi; abbiamo bisogno di avvicinare le parti sociali, le altre istituzioni, i parlamenti nazionali e i cittadini. Il loro supporto è fondamentale per assicurare il raggiungimento degli obbiettivi di crescita, occupazionali e di riforma. Bisogna sviluppare la comunicazione sui problemi legati alla Strategia di Lisbona e sulla loro incidenza. In questo modo la responsabilità sarà condivisa da tutta l’Unione Europea e dalle istituzioni nazionali.
Per concessione di Atlantide

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