Il bello dell’imprevisto dopo un anno di attesa
Se non ci fosse l’Inter bisognerebbe inventarla. No, non è una delle mie solite tirate antinerazzurre, questo è affetto vero. Insomma, l’Inter è una squadra generosa, soprattutto verso il prossimo. Eravamo qui, tutti avvolti dalla noia di una stagione finita con largo anticipo, una stagione in cui non abbiamo potuto montare scandali, in cui perfino Adriano è stato anestetizzato dal successo interista, in cui gli avversari erano spariti, in cui non c’è stato neanche uno scontro diretto come Dio comanda, di quelli che se ne parla per una settimana e ci si punzecchia di battute. Massimo Moratti non ha sfiduciato l’allenatore a novembre, i tifosi non hanno aspettato i giocatori fuori dallo stadio con le uova e gli striscioni “andate a lavorare”. Niente di niente, è stata una cavalcata libera e selvaggia. E noi qui, a rosicare un po’, ma non tanto per l’Inter (almeno noi che di chi vince ce ne frega relativamente), quanto per il thrilling, per il mistero, per l’imprevedibile.
Quest’anno di imprevedibile non c’è stato nulla e stavamo qui a cercare il costume da mettere in valigia con la crema abbronzante. Ma l’Inter ci vuole bene e si becca sei pappine dalla Roma e rivitalizza un po’ tutti, ci rende questo finale di stagione meno banale. Grazie, Inter, tu sei veramente una squadra Emergency.
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