Il bello sa di buono, virtualmente

Di Pavarini Maria Cristina
03 Maggio 2001
I cosmetici del futuro non dovranno più solo aiutarci a sembrare, o a diventare, più belli

I cosmetici del futuro non dovranno più solo aiutarci a sembrare, o a diventare, più belli. Il loro compito sarà anche quello di coccolarci con qualche buon profumo, ma non con una fragranza anonima di crema idratante, o dall’odore di medicinale. I prodotti di bellezza di domani sapranno di pasticceria, avranno l’aroma delle verdure dell’orto, oppure quello intenso delle spezie. È questa una delle macrotendenze emerse da Cosmoprof, fiera bolognese dedicata a cosmetica e profumeria. Sono diverse le case che lanciano “leccornie” non commestibili. Clinique presenta il rossetto al biscotto, Collistar la crema anticellulite al peperoncino e Revlon quella antietà al pomodoro, Fendi il profumo alla noce moscata e Solo Soprani il latte per il corpo al pepe nero. Paglieri, produttrice del talco Felce Azzurra, lancia Aquolina, una linea di bagnoschiuma contenuti in vasetti da marmellata ai gusti di biscotto, frappé alla fragola e creme caramel. Ma non c’è pericolo per i golosi, perché il sapore è amarissimo. La finzione continua, ma dove arriveremo?

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