IL BREVETTO DI UN UOMO SENZA LIMITI E SENZA RADICI
Sono nati, e già morti, i primi cloni inglesi, vissuti solo tre e cinque giorni, creati con l’Alzheimer e il Parkinson, «ammasso di cellule non più grande della punta di uno spillo», ha precisato il lancio dell’Ansa da Londra. Se fossero vissuti li avrebbero soppressi comunque a 14 giorni, servivano solo per produrre staminali da stivare nella United Kingdom Stem Cells Bank, previdentemente creata in Gran Bretagna nel maggio 2004 con un investimento di 60 milioni di euro, e situata presso l'”Istituto nazionale per gli standard e il controllo biologico”. Nome un po’ infelice perché ricorda il “Centro di incubazione e di condizionamento di Londra centrale” di Aldous Huxley ne Il mondo nuovo: dove uomini di diverse caste, a seconda delle differenti necessità sociali, venivano prodotti industrialmente e vedevano la luce dal collo di una bottiglia su una catena di montaggio, emettendo il loro primo vagito «di spavento e di orrore».
Il 23 maggio, intervistato dalla Stampa, il filosofo Emanuele Severino ha dichiarato: «Il pensiero filosofico degli ultimi due secoli ha detto alla tecnica: non hai, davanti a te, alcun limite assoluto, non c’è, davanti a te, un ordinamento divino, immutabile, eterno come quello evocato dai greci fino a Hegel. Davanti a te si estende una pianura senza ostacoli, se gli uomini ti metteranno ostacoli saranno costruiti dalle leggi del diritto positivo e non del diritto naturale (…) L’attuale reviviscenza del cristianesimo potrebbe essere paragonata a quei bagliori di sole che accompagnano il tramonto e che illudono su un possibile suo ritorno sopra l’orizzonte». Vivremmo, insomma, nell’ultima luce di una stella emersa da una stella morta, senza vedere che il destino è già deciso dall’inarrestabile Tecnica, che colonizzerà il mondo e lo rifarà migliore.
Pare di essere di nuovo all’alba del positivismo, nel momento della più totale fiducia nella Scienza e nella Macchina e nel Progresso che avrebbero cambiato il futuro dell’uomo. Oltre un secolo dopo l’industrializzazione, l’inurbazione di massa con tutti i suoi costi umani e sociali, e l’ebbrezza della Scienza, colei che doveva salvare l’umanità, culminata nel silenzio sul deserto di Hiroshima; oltre un secolo dopo si ricomincia a esaltarne la assoluta libertà, «senza alcun limite». Questa volta però ad essere colonizzato, espropriato, brevettato, è l’uomo – la sua preziosa infinitesimale radice.
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