Il buio dentro e fuori

Di Tempi
08 Ottobre 2003
Marcello Sorgi, Il buio dentro di noi, La Stampa, 29 settembre. «Dopo la giornata di ieri, un diffuso senso di incertezza s’è impadronito di noi: in qualche modo è come se l’insieme delle nostre normali consuetudini di abitanti della modernità fosse rimesso in discussione».

Marcello Sorgi, Il buio dentro di noi, La Stampa, 29 settembre.
«Dopo la giornata di ieri, un diffuso senso di incertezza s’è impadronito di noi: in qualche modo è come se l’insieme delle nostre normali consuetudini di abitanti della modernità fosse rimesso in discussione».

Andrea Muccioli, Quei miliardari che dal palco disinformano i loro ammiratori, Corriere della Sera, 2 ottobre.
«Queste sostanze sono il sintomo della paura di vivere delle persone. Attecchiscono fra i ragazzi, perché trovano un terreno fertile nelle loro insicurezze, nel senso di inadeguatezza, nel bisogno di piacere a se stessi e agli altri che ogni adolescente ha».

Paolo Mauri, Coetzee. Un grande narratore un autentico poeta del dolore, la Repubblica, 3 ottobre.
«Basta leggere Aspettando i barbari per iscriverlo d’ufficio insieme a Kafka e a Beckett, alla grande letteratura novecentesca che ha indagato il senso del vivere traendone un’angoscia profonda».

Enrico Franceschini, «La ricchezza non fa la felicità» la conferma arriva dalla scienza, la Repubblica, 3 ottobre.
«Un’autorevole ricerca pubblicata dal settimanale britannico New Scientist rivela che le ragioni della felicità sono ben diverse: per esempio avere ereditato un buon carattere dai genitori, poter contare su veri amici, credere in Dio (o in Marx, fa lo stesso), sposarsi, non desiderare la donna né la roba d’altri».

Commento
Ritornati in Università, ci sembra di essere piombati in una selva oscura. Non ci riferiamo solo al blackout di qualche giorno fa, che ha lasciato al buio milioni di italiani. Minacce di sciopero e pacchi bomba al Ministero del Lavoro denotano un clima di violenza e confusione. E che dire dell’Università? A quanto si legge dai giornali e per quel poco che si capisce dal di dentro, domina un senso di incertezza e precarietà, e non solo tra noi studenti. Il buio non avvolge soltanto i grandi mondi della politica, dell’industria elettrica e dell’istruzione, ma arriva terribilmente vicino alla vita di tutti i giorni. A proposito del disegno di legge contro le droghe, Muccioli afferma: «Queste sostanze sono il sintomo della paura di vivere delle persone». Lo stesso disagio narrato dal Nobel della Letteratura Coetzee, che non a caso viene chiamato poeta del dolore, e che è specchio del sentimento della vita che ha la mentalità moderna. In questo blackout generalizzato non basta essere ottimisti per sperare, né si può rimanere indifferenti. Afferma Peguy: «Per sperare, bambina mia, bisogna essere felice, bisogna aver ottenuto, aver ricevuto una grande grazia». Non abbiamo bisogno di trovare nuove categorie o requisiti per garantire la felicità, come vorrebbe dimostrare la rivista inglese New Scientist. Noi la soddisfazione l’abbiamo vissuta e la viviamo tuttora: nell’esperienza di un amore gratuito alla nostra vita che non ci molla ma. Per questo speriamo.

In breve, dalla stampa – dal 29 settembre al 6 ottobre.

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