IL BUON ARIEL
Non si possono scrivere e mettere in fila
Non si possono scrivere e mettere in fila, una dopo l’altra, le dichiarazioni fatte contro Ariel Sharon da uomini di sinistra, centrosinistra, pacifisti di tutte le stagioni. Altrimenti dovremmo confezionare una piccola enciclopedia. Sì, stiamo parlando proprio del primo ministro israeliano, che fu accusato e messo sotto inchiesta per Sabra e Chatila, anni Ottanta a Beirut. Ora a sinistra, dopo l’intervista al Corriere della Sera di Furio Colombo, c’è chi dice che Sharon sia cambiato. Può anche darsi. Adesso non è più un fascista o un macellaio. Abbiamo un dubbio: è possibile che nel mondo della sinistra e del pacifismo ci vogliano una trentina d’anni per superare i pregiudizi?
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!