Il cammino e la dignità
Il romanzo è dedicato al processo farsa intentato contro i fratelli Toni (padre di Ileana, l’autrice) e Patricio de la Guardia insieme ad Arnaldo Ochoa, deferiti al tribunale speciale dell’Avana per corruzione, traffico di droga, attentato alla sicurezza del paese. Tutti e tre hanno ricoperto cariche importanti all’interno del regime. L’amara parodia della giustizia prevale: il 13 luglio 1989 cadono sotto il fuoco di un plotone di esecuzione.
Qui inizia la drammatica corsa dell’autrice e del marito, l’argentino e coraggioso Jorge, per capire, parlare con le autorità, smascherare i complici. Emerge la situazione politica cubana. Il barbudo resta il leader, pur nell’illegalità e nell’imbroglio e al centro di un sistema economico disastroso.
A questi aspetti l’autrice alterna le proprie vicende personali.
In mezzo all’orrore, e al desiderio di vendetta, vuole restare in piedi nel rispetto di sé.
Interviene contro il castrismo, in Italia e a Mosca. Anche importanti intellettuali prendono pubblicamente posizione, e nel mondo iniziano pesanti ribellioni. Cuba è in subbuglio. Ileana vuole istruire un processo contro Fidel di revisione del processo del padre, anche per essere utile al suo popolo. Dopo due esiti negativi, resta la speranza nel Tribunale europeo per i diritti dell’uomo di Strasburgo.
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