Il castigatore degli dei

Di Manes Enzo
22 Giugno 2006

Continua il concorso di Tempi per i viziosi del Mundial. Ogni settimana il ritratto di un misterioso calciatore scelto fra i convocati delle Nazionali partecipanti. Chi indovina il campione in incognita vince uno spazio di celebrità.
Le risposte (nome e cognome del calciatore) dovranno pervenire via e-mail all’indirizzo redazione@tempi.it entro la mezzanotte della domenica successiva all’uscita di Tempi. Indicare “Calcio in maschera/2” nel campo oggetto. La redazione provvederà a contattare il vincitore. In caso di vincitori ce ne fosse più d’uno, il fortunato sarà estratto a sorte.

In principio il suo campo di gioco è stato il parquet. Bravino con la palla a spicchi e nel tiro sotto canestro. A 17 anni, per non farsi mancare nulla, debuttava nella nazionale giovanile. È nata una stella? Macché. Il tipo era già stufo di terzi tempi e dai e vai. Così, un bel giorno all’improvviso, il ragazzo appese le scarpe da tennis al chiodo e immediatamente dopo provò l’ebbrezza di quelle bullonate. E del manto erboso. Il babbo non fiatò, però condivise quella decisione, lui che aveva giocato a football. Neppure a calcio è divenuto un iradiddio, però ha calpestato alcuni tra i più bei templi del pallone. In Inghilterra soprattutto, ma anche in Spagna. All’Old Trafford, i tifosi dello United, anche se non lo confesseranno mai neppure sotto tortura, ricordano bene il dispiacere quando li punì con una rete storica che interruppe l’imbattibilità interna dei “Red devils” in corso da una vita.
Dotato di leve lunghe, perché da qualche parte bisogna pur render ragione di quel metro e ottantadue, vanta un’apprezzabile progressione. Con il sinistro gli riesce poco, col destro fa buone cose, sia nel tiro di potenza sia nel tocco morbido. Non è una prima punta di quelle che non si muovono mai. Però non è che impazzisca di gioia a tornare per dare una mano. Pure in allenamento si stracca il meno possibile. Forse è anche lì la ragione di una carriera normale. Nel suo paese, però, se non è un idolo poco ci manca. Non è che da quelle parti, decisamente piccole, nascano come funghi i giocatori validi per campionati di grido. Si deve riferire che l’ultima esperienza europea, in Spagna, gli è andata di traverso. Non ne ha azzeccata mezza. Deluso e in cerca di riscatto, non si è accontentato di firmare per squadre imbarazzanti. Imbarazzo per imbarazzo tanto valeva portare a casa una montagna di petrodollari. E giocare in un campionato con copertura tv assicurata da Al Jazeera. Morale: da compagno di squadra di George Weah ai tempi del Manchester City a ricco attaccante di un torneo povero di stimoli tecnici. Fugace, quell’esperienza. Il ritorno a casa per indossare la casacca di un club piuttosto noto ha avuto quasi il sapore della liberazione. E della redenzione. Ripartire è stato un po’ come riprovarci per davvero. Con il Mondiale in fondo al rettilineo non poteva rinunciare alla volata. Altrimenti avrebbe fatto meglio a continuare l’esercizio del tiro al cesto.

L’ultimo treno per l’olimpo
La Nazionale non ha certo potuto voltare le spalle a chi per anni ha tenuto alto l’onore della patria mettendo insieme 43 gol in 67 partite. Anche perché di meglio in giro neanche a parlarne. Davanti ancora lui, insomma. Tranquilli, non ha alcuna chance di vincere il Mondiale. Neppure di chiudere la rassegna con il fregio di capocannoniere. Di togliersi qualche soddisfazione, però, quello è garantito. Magari con un paio di golletti naturalmente di destro ad ammutolire un muro di folla lì assiepata per altre gesta, per meraviglie di altri punteri. Se gli verrà ancora qualche giocata importante col sigillo del gol, appartiene agli dei della pedata. E sappiamo bene quanto lassù si divertano a farci arrossire per pronostici così scontati che non meritano che di essere sbertucciati. Il castigatore dell’Old Trafford al pensiero già prova un brivido. Sa perfettamente che per strappare un ultimo e sostanzioso contratto in un campionato della cara e vecchia Europa deve continuare a regalarsi piaceri. E dispiaceri ai portieri.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.