Il clima è malsano, ma Milano capitale, Roma immortale

Di Tempi
22 Dicembre 2000
Qualunque sia l’origine del messaggio contenuto nella bomba di Milano, forse non è del tutto fuorviante ed elettoralistica la lettura pasoliniana che ne ha dato Umberto Bossi

Qualunque sia l’origine del messaggio contenuto nella bomba di Milano, forse non è del tutto fuorviante ed elettoralistica la lettura pasoliniana che ne ha dato Umberto Bossi: “E’ strategia della tensione calata dall’alto. Nel Paese non ci sono tensioni, il Paese è forte e pacifico. Fatti del genere non vengono dal basso, ma dall’alto, dal Palazzo, in cui il clima è malsano. Sono misure strumentali del Palazzo favorite da una campagna elettorale che ritarda da un anno e mezzo. Colpire la Madonnina significa colpire il simbolo di Milano, ma anche un simbolo della Chiesa. E’ una bomba per ammonire i sostenitori dell’identità dei popoli, i federalisti, i democratici, i cristiani, cioè la Casa delle Libertà”. La violenza in piazza, le bugie dei giornali, l’ipocrisia dei politici. Purtroppo è un film già visto. E che ritorna sull’onda di un clima esacerbato dall’arroganza di un potere che, dopo D’Alema e tre batoste elettorali di seguito, non ha nemmeno mai tentato di dimostrare di godere ancora di un reale consenso nel Paese. Un puro comitato d’affari della borghesia che si impanca a giudice morale della Nazione e che spiega ai giornali quante volte Haider deve andare sulle prime pagine perché finalmente si rivedano quelle belle scene di guerriglia urbana stile anni Settanta. Intanto Roma fa salotto intorno ai Costanzo. Intanto mobilita i Tg per raccontare di un derby di calcio come se fosse la notizia del secolo. Intanto non ha il polso di come si fa spallucce (anche alla buona retorica unitaria) da Bologna in sù. Intanto “Forse Dio è malato” e nessuno ha mai pensato che chi pensa un titolo così per un libro che vorrebbe esprimere alcunché sul mondo, forse è malato lui stesso. Ecco l’Italia guidata dai Walter Veltroni. In politica un mercatino di parole che si agitano nella polvere. Altrove il puro affare protetto dal puro potere. Nervi saldi ci vorranno. Da qui alle elezioni. E dopo. Perché c’è qualcosa di malsano in giro – ed è qui che forse Bossi sbaglia – non solo nel Palazzo. C’è troppa gente in giro animata da tutte le buone intenzioni di questo mondo. Anche nelle opposizioni al Palazzo. Per questo l’Italia (e il buon senso) comune si perde in gelide folate da basso inferno dantesco. Intanto a Roma di realmente popolare c’è solo il grande Giubileo, che a scorno di tutte le cassandre di sinistra e di destra, è stato nel corso dell’anno l’unico grande evento di pace e di riconciliazione nazionale. Come sono diverse Roma e il popolo romano dall’avara e triste pubblicistica che fa strame del resto d’Italia! Come è altro mondo e altra civiltà il popolo che ritrova il reale, il certo, il bello, con Michelangelo, Caravaggio, Bernini; il popolo che è a casa sua a san Paolo fuori le mura come a santa Maria Maggiore, a santa Maria degli Angeli come a santa Maria della Vittoria! Chi vorrebbe mettere sullo stesso piano cristiani e mamelucchi (con tutto il rispetto per le orde mamelucche) guardi bene la Roma pagana ereditata grazie al rispetto e, nei limiti e negli errori comuni a tutti gli esseri umani, grazie anche al sangue dei cristiani. Poi si volga pure a Nerone e torni pure a intonare lo slogan che per divertimento e dileggio cantavano negli anni Settanta le povere vittime di madri e di padri aridi e accidiosi: “più croci e più leoni per i servi dei padroni”

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