Il combustibile delle idee
Camino e cammino. Cioè quando il calore genera una storia imprenditoriale che funziona. Palazzetti, questo il nome dell’azienda da tenere a mente, ha il suo motore di pensiero e produttivo in Friuli, a Porcia, solo qualche chilometro da Pordenone. Una zona a forte impatto industriale, che ospita anche sigle impegnative, come Zanussi, famosa per la creazione di volumi e volumi di elettrodomestici con i marchi Rex e Zoppas (un tempo era un fiore all’occhiello tutto italiano ora l’azienda è controllata dalla svedese Electrolux).
Nel suo mercato Palazzetti è una realtà che pesa. Leader in Italia e tra le prime in Europa nella produzione di caminetti, stufe, forni, barbecue. Qui il controllo è nostrano, appunto della famiglia Palazzetti. L’uomo che vediamo parlare fitto con l’impiegata alla reception è l’imprenditore che oggi tiene le fila dell’avventura. Si chiama Ruben, non proprio un nome che richiama la tradizione del Friuli più autentico. Siccome l’osservazione non lo coglie di sorpresa, mentre attraversiamo il corridoio della curata sede, ci spiega che è nato in Argentina «dove i miei genitori Diletta e Lelio emigrarono in cerca di lavoro, come già aveva fatto il nonno Luigi, papà di Diletta». Ruben nasce dunque dall’altra parte del mondo nel 1953. L’anno successivo la famiglia torna a casa «per costruire l’America qui», chiosa Ruben.
Dipinge suo padre Lelio come un signore indomabile che non teme la fatica, che ha buone intuizioni e testardaggine nelle giusta dose. Che tenta perciò la strada del piccolo manufatto, in particolare la produzione artigianale di battiscopa. La cosa non pare essere un azzardo. Sta in piedi. E papà Lelio si mette in moto per cercare clienti. «Non c’era tempo da perdere, bisognava bruciare le tappe e farsi preferire; significava che la potenziale clientela doveva diventare effettiva».
Ruben riconosce che Lelio gli ha insegnato parecchio, soprattutto gli ha trasmesso il metodo: fare bene adesso e nello stesso tempo guardare lontano, al futuro. «Solo così puoi indovinare il prodotto, il settore che segnerà la tua vita». Curioso come dal battiscopa, passando per gli zoccolini realizzati con marmi speciali, Palazzetti sia approdata al caminetto, con tutto quello che poi è seguito. Ritorna in primo piano l’Argentina e il gusto per la tavola nelle parole del signor Ruben. «Quel paese è famoso per la bontà della sua carne. I miei genitori addirittura per molti anni se la facevano spedire. Però ci voleva la cottura al camino per assaporarla al meglio, come avveniva laggiù. Quindi occorreva un camino per la casa. Non facile da trovare in Italia che facesse bene il suo mestiere. Allora ne fu ordinato uno direttamente in Argentina. Che diede risultati eccellenti. A quel punto a mio padre si accese la lampadina, a proposito di mentalità imprenditoriale, e si domandò perché non potesse essere la Palazzetti a produrre camini di qualità». La risposta affermativa a quella domanda segnò il passaggio chiave dell’azienda.
Eravamo sul finire degli anni Sessanta. Ricorda Ruben che suo padre si presentò alla Fiera di Pordenone con tre camini. Una piccola cosa vista con gli occhi di oggi, ma per quella stagione significava iniziare a tessere la tela secondo giudizio. «Che grande sostegno venne da mia madre Diletta. Hanno sempre fatto in coppia. Pure di questi tempi che potrebbero tirare un po’ il fiato, sono presenti in azienda. Mio padre si interessa ancora di industrializzazione e del reperimento di materie prime particolari, un compito assai delicato; mia madre è nell’ufficio amministrativo e lavora con mia moglie Lucilla». Negli anni in azienda è entrata la terza generazione, quella dei figli: Chiara, una laurea in Economia e commercio che segue il marketing e le logiche commerciali; Marco, ingegnere, si occupa di tutti gli aspetti relativi alla ricerca e all’innovazione del prodotto. Visti i risultati e la continua crescita va detto che in Palazzetti si è trovato il punto d’incontro tra il meglio di una conduzione familiare e una mentalità divenuta per forza di cose di stampo manageriale, senza per questo tradire il concetto di piccola impresa come passione. «Così facendo riusciamo a mettere in campo strategie a medio termine senza perdere di vista l’impegno con la programmazione, i numeri, gli effetti che devono avere un responso positivo annuale».
A questo punto ci accorgiamo che si sono spese parole buone per tutti tranne che per il signor Ruben. Ha studiato Economia e commercio per intraprendere la professione di commercialista, ma la vita l’ha portato da un’altra parte, nell’azienda di famiglia, dove opera da 23 anni. E dove gli piace da impazzire lavorare: «Non riesco ancora ad arrendermi alla routine. Ogni giorno trovo sempre le motivazioni per rendere fecondo il lavoro. E mi piace trasmettere questo entusiasmo alle persone che lavorano con me. Tutte più giovani del sottoscritto. Di una cosa sono certo: la routine affossa l’impresa. Bisogna starne alla larga. E stare sulla novità, che ricarica e rende tutto più affascinante».
Palazzetti è certo un’azienda che fa innovazione, anche perché il settore nel quale opera ne ha bisogno come il pane. Un tratto che ha caratterizzato, anticipando il mercato, alcuni momenti chiave. Come nel 1976 quando l’attenzione al risparmio energetico porta l’azienda a realizzare i caminetti Termopalex ad acqua e Ventipalex ad aria calda ventilata. Nel 1982 vengono ottenute le prime certificazioni sui prodotti, rilasciate dai più importanti istituti europei.
Come si anticipa il mercato
Il progetto detto “su misura” è del 1984 e porta alla realizzazione di caminetti che rispondono alle esigenze dei singoli clienti. «Nel 1992 siamo i primi a introdurre la tecnologia della doppia combustione, che riduce le emissioni di monossido di carbonio nell’aria e aumenta la resa termica del camino. Inoltre, sempre in quell’anno, avviamo la produzione di Ecofire, la stufa a pellet. I pellet sono residui di lavorazione del legno sottoposti ad alta pressione e ridotti in piccoli trucioli. Sono ecologici perché non contengono collanti e vernici», sintetizza Ruben Palazzetti.
Una delle frasi più ad effetto del mondo Palazzetti recita così: chi ama la natura brucia la legna. Potrebbe sembrare una provocazione, invece non lo è. Come ci dice il signor Ruben, si tratta di un dato di fatto. La legna infatti è l’unica fonte di energia rinnovabile ed ecologicamente compatibile. Al contrario degli altri combustibili fossili come il carbone, il gasolio e il gas che contribuiscono alla formazione dell’effetto serra. «Guardi che tagliando la legna con coscienza si fornisce più spazio vitale agli alberi del bosco, assicurando una sana rigenerazione della vegetazione. Dunque, incentivare l’uso della legna come combustibile non è una minaccia per i nostri boschi, anzi è un potente stimolo per curarli ed ampliarli. Ancora un’informazione che mi sembra doverosa: la legna oggi utilizzata per il riscaldamento proviene in genere da piantagioni cosiddette “dedicate”». E si chiude il colloquio con la notizia che a Porcia è attivo il più grande laboratorio aziendale italiano privato per lo studio della combustione solida. «Crediamo che la ricerca tecnologica avanzata sia una leva strategica per un’azienda leader. L’accurato controllo del prodotto prima che venga introdotto sul mercato rappresenta una tutela assoluta del consumatore. Che non deve avere sorprese dopo l’acquisto». Di sorprese, a casa Palazzetti, se ne accettano solo di positive.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!