Il Corsera cannoneggia Bossi? Chissà…
I clandestini? «Va usata la forza. Al secondo o al terzo ammonimento, pum parte il cannone, senza tanti giri di parole. Il cannone che abbatte chiunque». Parole di Umberto Bossi al Corriere della Sera di lunedì scorso. I giornalisti “legologi” in Italia sono quattro: Giovanni Cerruti de La Stampa, Guido Passalacqua di Repubblica, Renato Pezzini del Messaggero e Fabio Cavalera del Corsera. Quando Bossi esterna, lo fa con tutti e quattro e sui rispettivi quotidiani appaiono interviste simili. Lunedì scorso però, soltanto Cavalera e Cerruti hanno vergato sul verbo del Senatur. Cerruti ha usato la formula del pezzo di retroscena con ampi virgolettati, Cavalera l’intervista diretta con domanda e risposta. Ma mentre nel pezzo di Cerruti non comparivano le scandalose “cannonate”, in quello sul Corsera le stesse erano non solo parte integrante dell’articolo ma uno dei titoli in prima pagina virgolettato. Volete che La Stampa, giornale poco tenero con la Lega, si sia perso lo scoop? O forse è il Corriere che ha deciso di picchiare duro sul Senatur (cosa che, a dire il vero, capita con regolarità da venerdì 13 giugno)? Chissà.
Kurtz
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