Il cosantoro
Quell’iconoclasta di Michele Santoro è riuscito nell’impresa di inventare la formula del doppio conduttore a senso unico. è avvenuto l’ultimo venerdì, in quell’assemblea post sessantottina che si chiama Sciuscià. Il conduttore di Raidue ha chiamato a sé il conduttore per eccellenza di Mediaset, Maurizio Costanzo per dar vita insieme a un programma memorabile. Dall’idea di partenza ne è venuta fuori una sceneggiatura perfetta. Michele & Maurizio hanno dispensato saggezza, pensieri intriganti e buonsenso a palate. Parole in libertà per affermare il valore del dialogo con diritto di parola per tutti gli ospiti. Esperienza che lì non è mai andata in onda. Neppure nel venerdì in questione, a onor del vero. Chi guida l’assemblea, dà la parola come gli conviene. In testa e in coda intervengono i suoi. Sempre. Un esercizio del dominio in forma democratica. Che piace a tanti. L’auditel, infatti, ha dato ragione all’ultima puntata di Sciuscià. Santoro, forte dei numeri, ha gonfiato il petto: «La Rai deve farmi i complimenti». Direbbe Totò: «Mi faccia
il piacere…».
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