Il Dio (di Eco) è morto
Umberto Eco, La forza della cultura potrà evitare lo scontro di civiltà, la Repubblica, 3 giugno.
In occasione della laurea Honoris Causa, assegnatagli dall’Università Ebraica di Gerusalemme, Eco sostiene: «Dio è dove non c’è confusione. La Verità non si trova nel tumulto, piuttosto in una ricerca silenziosa. Nel trambusto del mondo d’oggi i luoghi del silenzio restano e continuano ad essere le università».
A conferma di ciò l’esempio dell’Academie Universelle des cultures, che ha aperto un sito internet «per dotare insegnanti e educatori di strumenti intellettuali (idee, esempi, esercizi pratici) al fine di insegnare ai giovani che vivono a contatto con persone d’origine diversa, che la loro reciproca diversità non è di ostacolo ad una vita in comune…».
Anna Zafesova, «Abbiamo rintracciato la mappa del creatore», La Stampa, 6 giugno.
Scienziati russi hanno scoperto una lastra di pietra, sulla quale sembra scolpita – a tre dimensioni – la mappa della zona degli Urali. L’ipotesi è che «la pietra sia solo un frammento di un gigantesco mosaico sul quale il “creatore” ha riprodotto il mondo. Con quale obiettivo? “Forse colonizzarlo”».
Ottavio di Grazia, Naufragio a mani giunte, Il Manifesto, 6 giugno.
A proposito del libro di Vincenzo Vitiello, Il Dio possibile, esperienza del cristianesimo: «Il Dio possibile non è il Dio esistente. È esattamente il Dio che muore sulla Croce e che nella sua finitezza dice anche la fine di ogni nostra parola presuntuosamente esibita». Porsi la domanda sul Dio possibile significa porsi le «domande sul senso della vita e della morte e sulla possibile salvezza. Una salvezza inafferrabile, come le risposte alle nostre domande su Dio».
Antonio Socci, Girotondo intorno a un santo, Il Foglio, 8 giugno.
Padre Pio, che «pure otteneva guarigioni miracolose (siccome i miracoli servono per la fede) voleva far capire che la malattia si affronta innanzitutto con la carità, l’amore. E con quel dono di Dio che è la ragione, le cure mediche… Questo Dio che si commuove per noi è il cristianesimo».
Commento
Tutti si preoccupano di Dio, in qualche modo lo cercano. Tuttavia, lo cercano là dove pensano che debba essere. Così nascono le idee più strampalate: Dio starebbe nell’università, nel silenzio della ricerca intellettuale; starebbe in un mondo estraneo e, come un ufo, vorrebbe colonizzare il nostro mondo. O addirittura non starebbe, in quanto sarebbe morto e l’uomo si aggirerebbe con tutte le sue domande irrisolte come un naufrago. Per fortuna, Dio non è un pensiero dell’uomo, ma un abbraccio sorprendente e commosso all’uomo: un abbraccio così concreto e fisico che per stringere si serve di altri uomini. Perché Dio si è fatto uomo e questa è l’ipotesi di gran lunga più interessante.
Così – come ci ricorda Socci – è la testimonianza dei santi, che sono naufraghi salvati dall’abbraccio commosso di Dio per salvare altri naufraghi: noi.
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