Il Fair Play è un autogol

Grande sollucchero, nelle menti deboli di questo paese, ha suscitato la decisione del giocatore della Roma Daniele De Rossi di autodenunciarsi dopo aver segnato un gol di mano al Messina. Articoli dei giornali, programmi tv grondanti lacrime come gronda uno stuolo di ragazzine di fronte al proprio idolo pop, o di pargoli alla prima lettura della Piccola vedetta lombarda. Questo è il vero problema, da queste parti, che il fair play e la buona educazione sono diventati optional non di serie del nostro convivere.
Il mondo, compagni e amici, è rovesciato. Dovrebbe essere sempre così, De Rossi che si autodenuncia dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. Il fair play non esiste più, nessuno lo pratica, a tutti i livelli. Si scrivono, si dicono e si fanno cose terribili e nessuno batte ciglio. Negli stadi i tifosi mettono gli striscioni “liberate Tommaso” e un secondo dopo insultano tutto il mondo. A Milano hanno sfasciato le vetrine dei negozi e il candidato sindaco dell’Unione, ex prefetto, quasi dava la colpa ai poliziotti. Allora mi dovete spiegare perché l’unico a dover ammantarsi di fair play dovrebbe essere il Berlusca. Fregatene Silvio: frittatona di cipolle e rutto libero.

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