Il fascino discreto del vinile

Di Pavarini Maria Cristina
18 Dicembre 2003
“Tornano di moda i vecchi 33 giri”

Quest’anno sembra che il regalo debba essere per forza tecnologico, meglio se di dimensioni minime e dalle prestazioni massime. In controtendenza, invece, è il ritorno a un oggetto da collezione che, ormai, tecnologico non è più, ma capace di risvegliare i ricordi. è l’Lp, il long playing, il 33 giri – chiamatelo come volete. è nato nel 1947 ed è stato archiviato ufficialmente dal 1996 per lasciare spazio al compact disc, il ben più tecnologicamente avanzato CD. Le statistiche del 2003 parlano d’un incremento del 15 per cento nelle vendite di Lp. Costano mediamente – rarità escluse – tra i 25-50 euro e si acquistano o scambiano durante “Vinilmania” a Milano, o “Scambiadischi” a Torino, alcuni tra gli appuntamenti semestrali più frequentati da chi riscopre i vecchi 33 giri. Alcune case discografiche li producono ancora: sono etichette alternative, o grandi major che riconsiderano l’idea di rilanciare il vinile. Anche l’editoria riscopre il fascino dei vecchi “padelloni”: Nick Hornby ha dedicato ai long playing il suo romanzo “Alta Fedeltà” e Andrea Kerbaker ha appena pubblicato “Trentatré e 1/3. Autobiografia di un disco”.

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