Il frutto virtuoso

Di Alciati Piero
09 Novembre 2006

Il caco, cinese di nascita, ma poi apprezzatissimo in Giappone, arriva misteriosamente in Occidente nel tardo Settecento come pianta ornamentale, avvolto dalla magia del suo nome: Albero delle sette virtù. Apprezzato poi anche come frutto tardivo, ha una polpa che, a perfetta maturazione, sembra una crema, tanto da ispirarne il nome scentifico di diospyrus o pane degli dèi. Cerchiamo ora di cogliere una di queste sue virtù, quella relativa al piacere di apprezzarne i frutti in una semplice ricetta, saporita e gustosa: la tortina morbida di cachi e grappa. Prepariamo una pastella con 55 gr di burro e 20 di farina cui aggiungiamo poi 500 gr di latte bollente e 80 gr di tuorli d’uovo precedentemente montati in una scodella con 100 gr di zucchero. Amalgamiamo bene il tutto e cuociamo per 8-10 minuti, a fuoco moderato. Aggiungiamo ora 12 gr di colla di pesce ammorbidita e facciamo raffreddare 10 minuti in frigorifero. Infine aggiungiamo 250 gr di panna montata al 90 per cento e 550 gr di polpa di caco con 150 gr di grappa. Rimestiamo e versiamo in stampi monodose. È necessario lasciar riposare in frigo per circa 6 ore. Due le varietà famose e diffuse in Italia: il Loto di Romagna e la Vaniglia della Campania che rappresenta il 50 per cento della produzione nazionale. Dato che vengono raccolti ancora acerbi, un piccolo suggerimento potrebbe essere quello di conservare i cachi in ambiente fresco vicino a delle mele: l’etilene, sviluppato dalle mele, ne favorisce la maturazione.

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