Il frutto virtuoso
Il caco, cinese di nascita, ma poi apprezzatissimo in Giappone, arriva misteriosamente in Occidente nel tardo Settecento come pianta ornamentale, avvolto dalla magia del suo nome: Albero delle sette virtù. Apprezzato poi anche come frutto tardivo, ha una polpa che, a perfetta maturazione, sembra una crema, tanto da ispirarne il nome scentifico di diospyrus o pane degli dèi. Cerchiamo ora di cogliere una di queste sue virtù, quella relativa al piacere di apprezzarne i frutti in una semplice ricetta, saporita e gustosa: la tortina morbida di cachi e grappa. Prepariamo una pastella con 55 gr di burro e 20 di farina cui aggiungiamo poi 500 gr di latte bollente e 80 gr di tuorli d’uovo precedentemente montati in una scodella con 100 gr di zucchero. Amalgamiamo bene il tutto e cuociamo per 8-10 minuti, a fuoco moderato. Aggiungiamo ora 12 gr di colla di pesce ammorbidita e facciamo raffreddare 10 minuti in frigorifero. Infine aggiungiamo 250 gr di panna montata al 90 per cento e 550 gr di polpa di caco con 150 gr di grappa. Rimestiamo e versiamo in stampi monodose. È necessario lasciar riposare in frigo per circa 6 ore. Due le varietà famose e diffuse in Italia: il Loto di Romagna e la Vaniglia della Campania che rappresenta il 50 per cento della produzione nazionale. Dato che vengono raccolti ancora acerbi, un piccolo suggerimento potrebbe essere quello di conservare i cachi in ambiente fresco vicino a delle mele: l’etilene, sviluppato dalle mele, ne favorisce la maturazione.
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