Il Fuhrer anticristiano
dolf Hitler voleva distruggere gli ebrei. Lo sanno anche i sassi. Quasi nessuno, però, ricorda che Hitler mirava a zerstören, annientare, anche il cristianesimo, in primis il cattolicesimo. Idea non molto originale, peraltro, dato che tutti i totalitarismi, dai giacobini ai comunisti, hanno sognato di farlo all’insegna di versioni varie dell’“impiccheremo l’ultimo Papa con le budella dell’ultimo re” (o viceversa). Ma con Hitler pare si sia disposti a sconti, o perché inconsapevoli e perché «utili idioti»: tutto le fandonie sulle inesistenti responsabilità di Papa Pio XII nella Shoah, infatti, ricadono, a seconda della purezza delle intenzioni, nell’una o nell’altra categoria, ivi compreso il film di Costantin Costa-Gavras (e manifesto pubblicitario di Olivero Toscani) che ormai Tempi si è fatto un punto d’onore di bersagliare (raccontando la verità storica) e di boicottare.
Per esempio, chi fa sconti a Hitler non si chiede perché l’Olocausto ebraico e perché – insieme – la cancellazione del cristianesimo. Forse che il link fra i due “perché” stia nel legame fra i due monoteismi? Forse che Hitler sapesse meglio dei detrattori della Chiesa che «la salvezza viene dai giudei»?
Il Terzo Reich, gli ebrei e i cristiani
Contro l’anticristianesimo di Hitler si scaglia oggi una ricercatrica ebrea statunitense, Julie Seltzer Mandel. Sotto gli auspici del Rutgers Journal of Law and Religion, edito dalla Facoltà di Giurisprudenza della Rutgers-The State University of New Jersey di Camden, dirige “The Nuremberg Project” (www.camlaw.rutgers.edu/publications/law-religion/nuremberg.htm) e dal 10 gennaio ha cominciato a diffondere online i contenuti più ficcanti dei 148 volumi di documenti (finora inediti) raccolti negli anni Trenta e Quaranta dall’Oss statunitense, l’antenato della Cia, e custoditi presso la biblioteca della Cornell University School of Law di Ithaca, nello Stato di New York. Il primo documento reso pubblico è The Nazi Master Plan: Persecution of the Christian Churches, che dettaglia la lotta hitleriana alle fedi cristiane colpevoli di non avere quattro quarti di nobiltà ariana. Il secondo, redatto dai giurisperiti britannici Claire Hulme e Michael Salter, è The Nazi’s Persecution of Religion as a War Crime: The OSS’s Response within the Nuremberg Trial’s Process.
Forse Odino, certo non Cristo
Ora, la nonna della Seltzer — bacellierato in Pedagogia, ex docente d’Inglese, oggi specializzanda al terzo anno di Legge a Camden — è stata una delle ultime internate ad Auschwitz a essere liberata, ed ebreo è anche Matt Kaufman, che su www.boundless.org sponsorizza la Seltzer, definendo i contenuti dell’archivio Oss «una tonnellata di prove sul fatto che Hitler cercò di cancellare il cristianesimo esattamente come cercò di cancellare gli ebrei». Se ciò volesse significare un ritorno positivo al paganesimo germanico è una vexata quaestio a cui accenna anche Ennio Caretto sul Corriere della Sera del 4 marzo; ma, mentre lo studio più serio sul punto resta Le radici occulte del nazismo di Nicholas Goodrick-Clarke (trad. it. SugarCo, Carnago [Varese] 1992), l’archivio Oss parla chiaro: Hitler fu radicalmente anticristiano.
Sciocchezzaio
Kaufman, fra l’altro, consiglia Christianity on Trial: Arguments Against Anti-Religious Bigotry di Vincent Carroll e David Shifflett (Encounter, San Francisco 2001). Shiflett è infatti un acuto osservatore. Su National Review Online del 21 gennaio riporta frasette interessanti. Al National Prayer Breakfast del 1999, il presidente Bill Clinton si lasciò sfuggire un «Credo fermamente nel fatto che ancorché Adolf Hitler abbia predicato una forma perversa di cristianesimo, Dio non abbia voluto farlo trionfare». Poi c’è un video dello United States Memorial Holocaust Museum (ritirato dopo le proteste di ebrei conservatori) che dice: «Ecco Adolf Hitler: nato in Austria e battezzato cattolico». Quindi una portavoce dell’organizzazione “Freedom from Religion”, che subito dopo l’11 settembre ha definito Hitler «cattolico». E infine Maureen Dowd, editorialista di The New York Times, che nel 1999 (anno in cui vinse il Premio Pulitzer) mescolò Crociate, Enrico VIII, massacri puritani di streghe a Salem, eccidi serbi in Kosovo e Führer. Forse che poi abbiano tutti telefonato a Costa-Gavras e a Toscani?
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