Il Grande Fratello? No, Pippo
Pio XII, il solito nazista
Direttore, voglio esprimere il mio disappunto ed elevare le mie proteste per come è stata gestita la trasmissione Novecento del 22.10.02 andata in onda su Rai 1 in prima serata e condotta da Pippo Baudo. In questa trasmissione-trappola (era presente come contraddittorio e contro praticamente tutti una povera suora straniera che faceva anche notevolmente fatica a farsi capire in italiano) si è voluto condannare storicamente Pio XII facendo intervenire personaggi come Corrado Augias, che nonostante si sia autodefinito storico dilettante, dall’alto della sua autorevolezza non ha esitato a definire, davanti a milioni di telespettatori, Pio XII filonazista senza peraltro darne alcuna giustificazione storica significativa che supportasse un giudizio così grave. Complimenti per la serietà e la professionalità dimostrata!
Giorgio Marusi, Brescia
Direttore, ho scritto una lettera di protesta a Corrado Augias per il modo con cui insieme a Pippo Baudo ha liquidato Pio XII. Augias mi ha cortesemente risposto, tra l’altro, consigliandomi la lettura di libri come John Cornwell: Il papa di Hitler, Garzanti – David Kertzer: I papi contro gli ebrei, Rizzoli. Potete scrivere anche voi un articolo su Pio XII?
Enzo Ferrara, Milano
Ci siamo occupati del caso in decine di articoli. Si possono scaricare dal sito (dev.tempi.it) digitando “Pio XII”. Vogliamo ripetere per l’ennesima volta con l’esimio collega ebreo Paolo Mieli che il presunto “silenzio” di Papa Pacelli sull’Olocausto è solo «una leggenda rossa» e «il suo linciaggio mediatico una porcata»? Vogliamo ricordare con Mieli che «Il vero motivo per cui Pio XII è stato “messo in croce” è che fu lui ad aver scomunicato i comunisti – un dettaglio che non viene mai ricordato, e non credo per ragioni casuali. Allora il trattamento – vendicativo – che gli viene riservato, si deve forse proprio alle sue posizioni anticomuniste»? E con Golda Meir, ex premier laburista israeliano che «Quando il martirio più spaventoso ha colpito il nostro popolo, durante i dieci anni del terrore nazista, la voce del Pontefice si è levata a favore delle vittime»? Vogliamo ripetere l’ennesima volta che la “leggenda rossa” su Pio XII è disinformazione, prende corpo agli inizi degli anni Sessanta dalla piéce teatrale “Il Vicario” di Rolf Hochhuth e si ripresenta periodicamente in libelli e film (come l’ultimo del povero Costa Gavras) sponsorizzati da lobby che per spostare l’attenzione dall’asse infernale Lenin-Hitler-Stalin della storia d’Europa del ‘900, seguitano a raccontare la barzelletta che il nazismo sia un po’ un complotto del Vaticano?
Antisemitismo (e antioccidentalismo)
Caro direttore, il comico ebreo americano Sam Levinson risponde così all’antisemitismo: «Viviamo in un mondo libero e non siete obbligati ad amare gli ebrei ma se non li amate vi suggerisco alcuni prodotti da boicottare: il test Wasserman contro la sifilide; il Digitale scoperto dal dott. Nuslin; l’insulina scoperta dal dott. Minofsky; il chloral hydrate scoperto dal dott. Lifreich; il test Shick per la difterite; la vitamine scoperte dal dott. Funk; la streptomicina scoperta dal dott. Woronan; la pillola antipolio scoperta dal dott. Sabin; il vaccino antipolio scoperto dal dott. Jonas Salk…».
Angelica Calò Livné
Cara Angelica, immaginiamo che stai forse pensando alla pazza idea che a qualcuno è venuta qui in Europa di boicottare Israele come forma di rappresaglia contro il governo Sharon, che può sbagliare in tutto (come noi pensiamo che sbagli nel non dar seguito immediato all’annunciato ritiro, anche forzoso, delle colonie ebraiche fuori legge), tranne che nel difendere Israele dal vile terrorismo con cui, dice il portavoce di Hamas ad Al Jazira, 21 ottobre 2002, rivendicando il massacro di civili ebrei a Pardes Hanna, «vogliamo spingere Israele a intervenire in modo sempre più massiccio nei nostri Territori, così alla fine ci sarà una guerra regionale». Come ogni individuo sensato dovrebbe essere in prima fila a difendere Israele (e tutto ciò che in Palestina lotta per la vita, non per la morte del popolo arabo) e contrastare con passione autentica ogni forma di antisemitismo, così, oggi, si dovrebbe combattere anche quello spettro che si aggira per l’Europa che il cardinale Joseph Ratzinger ha definto «strano odio di sé» occidentale, la signora Fallaci «codardia», Mr. G. Ferrara come «abuso di emozioni da ribelli, ostaggi o soldati solo per procura». In questo clima, per niente allegro e pieno di muffe ideologiche, sarebbe per giunta auspicabile che almeno le élite facessero un po’ la guardia alla fatica di almeno apparire persone serie e si sforzassero di raccomandare alla politica di fare almeno poche cose, buone e sensate per tutti.
Borghesia no-global. E satellitare
Caro direttore, lavoro in sala operatoria come strumentista dove passo quasi tutto il mio tempo e dove come in un mondo a parte vi sono grandi casini, però cerco di guardarmi intorno… Anzi ultimamente la realtà è come una continua ondata di mare, una dietro l’altra, che non capisci più niente! Ed una di queste che mi ha fatto arrabbiare e intristire, è che ho scoperto che hanno confermato il luogo dove si terrà il “No Global”, cioè a Firenze. Ma tutta la gente sa di questo? Si rende conto? Firenze una delle più belle città del mondo! Ma il gusto del bello e perciò la sua attenzione e venerazione dove è finito? E i soldi per questi partecipanti da dove vengono?
Santina Togni, Concorezzo (Mi)
Al ragguardevole editoriale di Giovanni Sartori (Corriere della Sera, 27 ottobre), si aggiunga un appunto inviatoci dal nostro ottimo collaboratore comunista Fabio Cavallari, il quale, notato l’articolo de Il Riformista del 25 Ottobre 2002, in cui si dà notizia che «Per la sola durata del vertice di Firenze, Casarini ha addirittura affittato un canale satellitare per trasmettere i lavori. La Tv si chiamerà provocatoriamente Global e debutterà insieme con una rivista dallo stesso nome con articoli, tra gli altri, di Toni Negri e Naomi Klein…» osserva: «L’anticapitalista, antimperialista, ex tuta bianca Casarini non solo gira mezza Italia e mezza Europa proponendo ai social-forum i teoremi della “moltitudine” versione “Impero” di Negri, ma ora si mette anche ad affittare Tv satellitari. Ai proletari che la mattina si alzano solitamente incazzati, perché costretti a subordinare la loro sete di conoscenza e di studio alla consueta pratica del lavoro alienato ed alienante (unica pratica conosciuta per sopravvivere) queste notizie rovinano la giornata. Questa militanza borghese mascherata con una terminologia rivoluzionaria insospettisce e offende soprattutto quelle persone che popolano, utilizzando il loro tempo libero, i social forum.È mai possibile sapere dove trova i soldi questo benedetto ragazzo per potersi permettere voli “disobbedienti” in ogni luogo della terra, visto che io ci metto un anno per potermi pagare le vacanze a Capo Rizzuto?». Promettiamo indagini.
Egregio direttore, il suo collaboratore che, “Vista da sinistra”, ha molto apprezzatto la sua posizione sul 41bis (Tempi n°30) si è preso la briga di scrivere a Fausto Bertinotti, domandandogli cosa ne pensasse il partito e quale fosse la sua opinione personale sulla proposta del compagno Giuseppe Di Lello di affrontare anche problemi come il 41bis, senza farsi trascinare nel limbo della demagogia e dell’applauso scontato. Bertinotti mi ha risposto su Liberazione del 13 ottobre, penso le interessi.
Fabio Cavallari
Risponde Fausto Bertinotti: «Caro Cavallari, sei un lettore attento del nostro giornale, quindi quanto dirò sul problema forse serve più ad altri che a te. L’opinione del nostro partito e mia è che l’articolo 41bis sia uno strumento indispensabile e decisivo, anche se ovviamente non il solo, nella lotta contro la mafia, perché serve per interrompere i legami del mafioso con il suo mondo e il suo sistema di potere quando egli si trova in carcere (…). Da qui deriva appunto la necessità dello Stato di sottoporre questo tipo di criminalità a condizioni di particolare durezza carceraria. Ma questa in nessun caso, sottolineo nessuno, può essere praticata contro i dettati costituzionali, ribaditi in questo caso da una sentenza della Corte Costituzionale nel 1993. (…) Per questo trovo giusta l’idea di Peppino Di Lello di un’inchiesta sulle concrete modalità di applicazione dell’articolo 41bis…». Siamo d’accordo Bertinotti. Com’è che allora in Senato il Prc non ha votato contro il 41bis? Promettiano che se il Prc si ricorderà della proposta Prc di una Commissione di inchiesta sul 41 bis, questo piccolo giornale la sosterrà presso qualche amico in Cdl.
Dal Corriere della Sera ci scrivono
Caro Direttore, leggo su Tempi (numero 41) un editoriale che mi cita. La ringrazio dell’attenzione che mi presta e dell’auctoritas (nientemeno!) che mi riconosce. Ma come sa, «veritas non auctoritas facit legem» e un pizzico di verosimiglianza, se non proprio di verità, qui va ristabilito. L’incipit d’un mio articolo sullo Zambia non funzionava? Mah: forse aveva ragione Mark Twain, credo fosse lui, quando invitava a non risparmiare le parentesi in caso d’ironia. E allora riscriviamo così, perché possa capire anche il vostro corsivista: «Meglio sazi e malati o sani e affamati (ironia)?». Comprendo che leggere affatichi, ma nessuno ha mai pensato che lo Zambia fosse la nuova Cuba del Duemila e scorrendo il pezzo, in fondo, si sarebbe potuto intuirlo: là dove si ricordavano le parole di Powell sull’idiozia terzomondialista, là dove si spiegava che il governo di Lusaka combatte gli ogm non esattamente per ragioni di pubblica salute. Se non s’è capito che cosa volevo dire, chiaro, la colpa è solo mia. Però, fatemi un favore: evitatemi l’equazione Battistini=Casarini. Non ho pregiudizi, ma se parlando d’Africa affamata devo scegliermi un punto di riferimento italiano (magari salvando la rima), allora preferisco il cardinal Tonini.
Francesco Battistini
Gentile Battistini, le vogliamo bene, non ce ne voglia, non è semplicemente l’incipit che non funziona in quel suo articolo del 4 ottobre, san Francesco (ironia)?, sezione esteri, pagina 12, se lo rilegga sine ira ac studio difensiva, è pure scritto bene.
Primo. Scorrendo il pezzo, lo potrà intuire, l’autore cita Colin Powell, ma non sembra così Mark Twain nel suo allegro giocherellare intorno alla questione Ogm, definita luogocomunisticamente «la minestra di Frankenstein». Secondo. Lo Zambia non è la Cuba del Duemila, ma in questo caso per una ragione opposta a quella che lei chiama in causa, giacché Cuba annovera tra i suoi miti rivoluzionari perfino una mucca biotech. Terzo. Può darsi che noi siamo stupidi e lei così intelligente da farci intendere adesso che il suo era un pezzo di colore e che, scrivendo sul maggiore quotidiano nazionale, si capisce che è difficile trattare un tema che evoca nella propaganda ambientalista streghe e vampiri multinazionali. Ma il problema sta proprio qui: lei non scrive sul miserabile, quantunque non ancora “pizzicato” Tempi (che sin qui, purtroppo, anche in tribunale di Milano, ha battuto, onore ai vinti, perfino il querelante dottor Pier Camillo D’Avigo) e soprattutto scrive di una vicenda in cui ci sono di mezzo un milione di persone che rischiano di morire di fame, a fronte di un governo che dice no alla distribuzione di aiuti alimentari Onu (approvati da tutti gli organismi scientifici internazionali, Organizzazione mondiale della sanità compresa) perché così consigliano i gesuiti, gli ecopacifisti del Social Forum Europeo, gli amichetti del Pecoraro che hanno tante belle aziendine Bio e mangiano solo mozzarella di bufala doc. Perciò si dia un bel pizzicotto: Battistini scrive sul Corriere della Sera, non è un ex centrocampista del Milan che ha perso fuori casa e adesso se la prende con le cattiverie di qualche giornalista poco sportivo.
Vittorio Emanuele II batte Saddam
Leggo City Milano del 17 ottobre. Titolone: “È il cervello, non i genitori a mettere in crisi i teen-ager”. Cari genitori, se i massacri delle ultime settimane vi avevano lievemente messo in fibrillazione ora poteve riabbatervi sui vostri Simpson-divani a fare l’amore col sapore, voi non c’entrate. Titolo: “Un surreale 100 per cento degli iracheni sta con Saddam”. Leggo in L’altro Risorgimento di Angela Pellicciari che, in occasione dei plebisciti per l’annessione al Regno di Italia, in diverse regioni italiane, votò addirittura un numero di elettori maggiore degli abitanti; Vittorio Emanuele II batte Saddam 100+n a 100. Siamo una nazione (af)fondata sui numeri. Titolino: “La gomma del giorno”, due foto di militari cinesi con tanto di berretto a visiera e spalline multicolori che grattano via i chewing-gum da Piazza Tienanmen. Avranno fatto più o meno fatica a grattare via i resti degli studenti? Se la bellezza salverà il mondo il senso del ridicolo le darà una mano.
Luigi Borlenghi, via Internet
Tanto peggio per la realtà
Settimana scorsa sono entrato in un liceo scientifico di Rho (Majorana, tanto per non fare nomi) e ho trovato gli altoparlanti a tutto volume piazzati nell’atrio, che diffondevano musica rock. La principale parete dell’atrio era ricoperta con un grande graffito (e pure il calorifero). Mi sono parecchio agitato e litigato col preside e gli insegnanti (e gli studenti con la maglietta con la faccia di Che Guevara che armeggiavano attorno allo stereo). Tutti mi hanno risposto (compresi i dirigenti del provveditorato): «tutto regolare, tutto autorizzato». Perfetto. E allora se tutto è secondo le regole, va tutto bene! Anche gli atri trasformati in discoteca e i graffiti sulle pareti. Abbiamo toccato il fondo, caro direttore. Di fronte a fatti aberranti non si mettono in discussione i sistemi che hanno prodotto tali fatti aberranti. Si smette semplicemente di considerarli aberranti. Mi sembra di avere a che fare con certi filosofi che, di fronte al contrasto fra le loro teorie e la realtà, dicevano: “tanto peggio per la realtà”.
Angelo, via Internet
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