Il Gruppo salafita

Di Rodolfo Casadei
29 Aprile 2004
Il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc)

Il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc), nemico del governo algerino e alleato di Al Qaeda, sta insediando sue cellule e reclutando combattenti in tutta la regione del Sahara a cavallo fra Algeria, Mauritania, Mali, Niger e Ciad. Il sospetto è diventato certezza l’8 e 9 marzo u.s. quando 42 guerriglieri del Gspc sono stati uccisi e 5 catturati da reparti dell’esercito del Ciad, con l’appoggio di un’unità dell’aviazione militare Usa. Caduti e prigionieri sono risultati di nazionalità algerina, maliana, nigerina, nigeriana e ciadiana. In Mali altri gruppi di islamisti armati erano stati individuati in dicembre.
Gli Usa sono impegnati nella prevenzione e nella lotta al terrorismo jihadista in Africa attraverso due iniziative. La prima è la “Pan Sahel Initiative”, che ha l’obiettivo di migliorare la capacità dei governi della regione di controllare i loro confini terrestri e consiste principalmente nell’addestramento di unità anti terrorismo in Mali, Mauritania, Niger e Ciad da parte di 200 esperti americani provenienti dalla base di Ramstein (Germania).
La seconda è la “East African Counter-terrorism Initiative”, che interessa i paesi del Corno d’Africa e per la quale sono stati stanziati 100 milioni di dollari; questa iniziativa comprende molte attività, dalla formazione di personale locale antiterrorismo al pattugliamento delle acque del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, e può contare sul supporto dei 1.200 marines e delle forze navali insediate dal 2001 nella vicina base di Gibuti.
Il mullah Krekar, fondatore del gruppo jihadista curdo irakeno Al Ansar, indagato in Olanda e Norvegia per reati terroristici e indicato come referente da uno dei marocchini arrestati a Madrid per gli attentati dell’11 marzo, ha pubblicato a Oslo un libro in cui spiega che l’Irak «è occupato dai nuovi nazisti».

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