Il leone Maranghi

Di Da Rold Gianluigi
19 Febbraio 2004
Antonio Fazio, detto il “governator”

Antonio Fazio, detto il “governator”, ha risposto, da par suo, alla lettera dell’ex amministratore delegato di Mediobanca, Vincenzo Maranghi. «Infondate» argomentazioni le definisce il pio Fazio. Con il “governator”, compatto, c’è tutto l’entourage che non si è accorto di aver finanziato Tanzi, Cragnotti e una serie di iniziative a colpi di bond diventati poi cartastraccia. La lettera di Maranghi, in realtà, “sorvola” su queste vicende. Forse Maranghi ha imparato da un grande come Domenico Menichella: «Quando un banchiere sbaglia, anche in buona fede, ha una sola scelta: le dimissioni». Fazio è senz’altro di un’altra scuola. Ma la lettera di Maranghi riguarda uno dei capitoli più intricati della recente storia della finanza italiana: la “scalata” alle Assicurazioni Generali dello scorso anno. L’ex amministratore delegato di Mediobanca è preciso nel ricordare colloqui, date, luoghi, testimoni, circostanze. Senza peli sulla lingua, come è nel suo costume quando parla ogni quarant’anni, Maranghi dà apertamente del bugiardo al “governator” Fazio. Non sarebbe meglio, nell’interesse del paese, del Parlamento, di tutti, che il “governator” desse risposte più esaurienti, piuttosto che definire infondate le argomentazioni di Maranghi? Al momento, Antonio Fazio ha fornito risposte incomplete. Non giova alla “fiducia”.

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