Il male oscuro dei nerazzurri…

Di Pavarini Maria Cristina
22 Dicembre 2000
Non è per consolare i tifosi tramortiti della seconda squadra di Milano, ma ci sono due libri che forse spiegano il male oscuro che l'affligge

Non è per consolare i tifosi tramortiti della seconda squadra di Milano, ma ci sono due libri che forse spiegano il male oscuro che l’affligge. Due libri, uno dedicato al blu e l’altro dedicato al nero, i due colori sociali dei suddetti perdenti. Il primo è uscito in Francia (Bleu, histoire d’une couleur, ed. Seuil); l’altro in Italia (Nero. La religione di un colore e i suoi fedeli laici, ed. Castelvecchi). Due libri curiosi e per certi versi illuminanti. Sul nero, la tesi è bene espressa nel titolo: è il colore funesto, trendy, modaiolo che la cultura chic ha fatto dilagare addosso a ragazze e ragazzi. Il colore minimale, anoressico e vagamente jellatorio con cui una classe di insoddisfatti cerca di egemonizzare il gusto e anche lo spirito. Il blu ha una storia contraria. Per secoli l’uomo non è stato in grado di produrlo. Solo nel Medioevo la scoperta del guado in Europa e dell’indaco in Oriente, ha permesso di ottenerlo. E così il blu è diventato il colore del manto della Madonna, delle vetrate gotiche e poi, per omaggio, anche dei re. Il nome che lo indica ha una radice tedesca (mentre azzurro viene dall’arabo: né greco né latino avevano parole ad hoc per indicarlo). Il blu e il nero sono insomma due colori dagli opposti destini. (Per correttezza d’informazione, i due estensori di questa rubrica sono uno milanista e l’altro romanista: e fanno Buon Natale a tutti, compreso ai nerazzurri).

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