Il miglior attacco è un cross perfetto
Continua il concorso di Tempi per i viziosi del Mundial. Ogni settimana il ritratto di un misterioso calciatore scelto fra i convocati delle Nazionali partecipanti. Chi indovina il campione in incognita vince uno spazio di celebrità.
Le risposte (nome e cognome del calciatore) dovranno pervenire via e-mail all’indirizzo redazione@tempi.it entro la mezzanotte della domenica successiva all’uscita di Tempi. Indicare “Calcio in maschera/3” nel campo oggetto. La redazione provvederà a contattare il vincitore. In caso di vincitori ce ne fosse più d’uno, il fortunato sarà estratto a sorte.
Un dì di maggio il suo telefonino fa driin. Il contenuto della chiamata suppergiù questo: «Ciao, guarda che non vai più con l’under 21, vieni con noi al Mondiale. Mi raccomando, conto anche su di te. Mi serve proprio uno con le tue caratteristiche». Fine dell’intercettazione. E del monologo. Neppure una parola gli è uscita al giocatore sbalordito. Cosa vuoi dire al ct che ti convoca di punto in bianco per l’appuntamento di gala senza neanche un indizio che facesse pensare? Il suo score prometteva nulla: zero, dicasi zero presenze nella rappresentativa maggiore. Più chiaro di così si. finisce nell’under 21 per provare a mettersi in luce nell’Europeo di Portogallo. Come gli era riuscito due anni prima, sempre con i pischelli. Ora, a 22 anni, la prima chiamata. Da capogiro. Ruolo? Attaccante, anzi centrocampista. In effetti la confusione è tanta a leggere le sue carte. Come punta lascia a desiderare. In 73 partite di campionato gli è riuscito di buttare la palla in rete qualcosa come 2 volte. Un quasi sciagurato, ecco. Il sito ufficiale della Nazionale, visti gli exploit, democristianamente lo tratteggia con un più rassicurante e meno impegnativo centrocampista. Non che così ci faccia un figurone, però si nota appena la carestia.
Qualcuno però dovrebbe guardare più in là. E scrivere che corre come un indiavolato, 10″ e 7 su 100 metri. Ma c’è dell’altro a farne un calciatore prezioso: mette in area palloni che sono babà. Nell’ultima stagione ne ha scodellati 229 come esterno di destra. Chi ha contato conserva l’emicrania. Se il ct ha pensato a lui per scassinare difese, si può dire che c’abbia azzeccato. Corsa e cross, corsa e cross, corsa e cross. Senza se e senza ma. Questo gli è chiesto, questo fa, disinvolto e sagace. Ripetitivo ma efficace. Al Mondiale non gli hanno ancora preso le misure. Il suo repertorio scombina. Dà frutto. Nella partita seconda del girone eliminatorio, l’attaccante di scorta si trovava appostato in area. In attesa di trasformarsi in rapace. Di aggrapparsi alla palla che il compagno avrebbe messo in mezzo proprio dal fondo, un sospiro prima della linea bianca. Ecco la scena. Traversone perfetto, difesa in ambasce, sfera invitante. Conclusione scontata e risultato in saccoccia. Con buona pace degli ultimi cafoni dalla battuta facile, del tipo quello lì è buono solo a correre forte, più della palla, perdendola talvolta. Applausi invece dal popolo e dall’abile ct che può dirsi orgoglioso di aver creduto in questa ala asfissiante. E anche dai compagni di squadra che se lo coccolano come si fa con i talismani.
Quella brutta caduta in bicicletta
Difficile dire adesso se questa storia andrà in gloria. Ci sono troppi dipende: partite, squadre forse più in gamba, imprevisti, luna storta. Ma, a dirla stupidamente, comunque vada per lui sarà un successo, se pensiamo che a 15 anni uscì con le ossa rotte da una rovinosa caduta di bicicletta. Guai soprattutto al collo. Il calcio poteva scordarselo, ammoniva la mamma. Il papà ghanese invece non diceva perché non c’era o non c’era mai stato davvero. Infatti era il club, passata la buriana e tranquillizzata la mamma, a prendersi cura di lui, scommettendo sul suo pieno ritorno all’azione. Il pallone poteva di nuovo farsi vivo a importunare i suoi piedi. E poi la corsa. Veloce, sempre più veloce. Fino agli scatti imperiosi da buon velocista. «Io però sono un giocatore non uno sprinter. Questo deve essere chiaro a tutti». Stai tranquillo, caro “The Cross”.
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