IL MIO AMICO PROFESSORE

Domenica il Professore se n’è tornato a Lipari. Era un uomo speciale, con i suoi limiti, anzi proprio per quelli. Gli piaceva ragionare piano, come uno che se ne va su e giù per un’isola e ha tempo da perdere. Si affezionava ai luoghi. Infatti, quando stava a Milano, andava a dormire in un albergo di Cusago. Fuori zona, ma a lui piacevano le persone e non ragionava in termini di convenienza. Quando uno muore ottiene rispetto, anche chi era avvelenato tende a smussare gli angoli del proprio livore. Io, se qualcuno mi sta antipatico, quando muore piuttosto che cadere nell’ipocrisia evito di parlarne.
Nel caso del Professore la faccenda era diversa, lo conoscevo, era un amico. Uno a cui piaceva discorrere e aveva fiducia nel prossimo. Spesso ne è stato deluso. Pensavo a lui e guardavo Diego Armando Maradona dimagrito di 53 chili e piuttosto affaticato da tutte le comparsate a pagamento con cui cerca di recuperare il forziere perduto. La vita è infingarda e quasi mai t’accontenta. Preferirei Franco Scoglio vivo e Diego grasso. Oggi, nelle primarie del desiderio, voto per me stesso davanti al piccolo cimitero su un’isola spazzata dal vento. Un posto dove potrei pensare piano.

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