IL MODELLO MLR E L’AZZECCAZIGOTI
Quando si dice che avere il cuore a sinistra, essere benestanti e scrivere bene non è tutto nella vita. Maria Laura Rodotà ha un cuore un po’ così, scrive bene e guadagna anche meglio. Però non si capisce come e perché sia arrivata a scolpire pezzi di rara ideologia sulla prima pagina del Corriere della Sera. Tra un bel titolo programmatico del neo-direttore Paolo Mieli («Lo scoop migliore è sempre la verità») e un sacrosanto editoriale del neo vice-direttore Gianni Riotta («La verità è la migliore propaganda», l’altro vice è Pierlugi Battista). Chissà.
Intanto rileviamo che dopo essere stati informati da Mld di una «rivincita delle donne non sposate» (vedi il nostro, felicemente sposato domenica scorsa, Pietro Piccinini a pag. 20), sempre da lei lettori e lettrici rimangono stupefatti dal monumento scolpito a una “mangiatrice di uomini”, la protagonista di “Sex and the City”. Secondo MLR, “the slutty one”, Samantha (Sam per le amichette), «è il miglior modello da suggerire alle proprie bambine». Con «una avvertenza importante: tenere il telecomando in mano e andare avanti quando Sam è nuda e fa sesso, e quando parla di vibratori». Che delicatezza materna queste spin doctor della Gad rosa. Però, ammettiamolo, se è “quella un po’ zoccola di Samantha” il modello ideale di donna, bé, ce n’è da sfangare in “sfida antropologica”, come dice il cardinale Camillo Ruini. Già, se «Lanie è incintissima», vuoi che «una modellata su un trans» non sia una terzista del sesso?
Senza parlare delle prospettive che la potenza tecnologica apre al contraddittorio embrione. Può essere che non esista come fattore umano (secondo la bizzarra logica di Emanuele Severino), l’embrione. Ma putacaso esiste l’embrione (tant’è che si chiama “umano” e non “vegetale”), che ne sai che, se selezionato e ripulito dal gene brutto, sporco e cattivo, magari poi non ti viene fuori qualche altra icona, che so, col sesso al titanio?
Mica male come rivincita delle donne. Quanto agli uomini, applausi di nuovo alla sempre molto incantevole lingua non biforcuta di Giuliano Ferrara. Che di nuovo ha messo in mutanda il raddoppio di manipolazione di quell’azzeccazigoti di Giuliano Amato (il quale, nel caso dell’embrione, vorrebbe vietare per legge la parola “concepito”, naturalmente «in nome della dignità umana»).
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