IL ‘PACCHETTO’ BLAIR
Visto che qui l’aria che tira è quella di farsi amico il boia affinché ci faccia soffrire il meno possibile quando giungerà la nostra ora, ci permettiamo di avanzare delle proposte migliorative al governo affinché la gente capisca cosa significhi realmente lotta al terrorismo: non quattro poliziotti in più nella metropolitana, comunque benvenuti, ma un’azione radicale e incisiva che elimini il problema là dove si annida. Perché non fare come in Gran Bretagna, partendo cioè dal presupposto che essendo la situazione ‘di guerra’ vanno approntate misure da ‘stato di guerra’.
A Tony Blair, infatti, la polizia ha chiesto l’allungamento dei termini di custodia preventiva per i sospetti dagli attuali 14 giorni a tre mesi, l’introduzione del reato di incitamento e preparazione di attacchi terroristici via Internet, con ampia facoltà di oscurare i siti e i forum ritenuti «veicoli per un uso pericoloso e inappropriato delle Rete», la trasformazione in reato penale del rifiuto, da parte di sospetti, di fornire agli investigatori pieno accesso ai files del computer e alle password utilizzate per decriptarli o entrare nell’area operativa. Inoltre è stato richiesta la creazione di uno special branch della polizia che si occupi unicamente della sicurezza delle frontiere e l’ampliamento della facoltà di intercettazione telefonica. è allo studio, in questo caso su elaborazione congiunta di governo e servizi segreti, una ‘riforma’ del sistema giudiziario che consentirà ai sospettati di confessare, nel corso di intelligence-only-interviews con membri di MI5 e MI6, informazioni ritenute importanti a fini investigativi con la certezza che le stesse non verranno utilizzate contro di loro nel corso del processo che dovranno affrontare. Mentre per i condannati per reati di terrorismo già detenuti dopo il processo, la collaborazione effettiva con polizia e servizi garantirà uno sconto di pena ‘sensibile’.
Fin qui i desiderata della polizia, vediamo ora ciò che già si è fatto e che a ottobre entrerà in vigore. Primo punto della riforma riguarda la creazione di un database globale che contenga nomi e dati di tutti gli estremisti presenti sul pianeta affinché, in caso cerchino di entrare in Gran Bretagna, possano essere immediatamente respinti. Per estremista, hanno reso noto fonti dell’Home Office, si intendono «predicatori radicali ma anche siti Internet e articoli che incitino al terrorismo». Il ministro dell’Interno, Charles Clarke, ha poi confermato che la nuova legislazione antiterrorismo conterrà tre nuove fattispecie di reato: atti preparatori al terrorismo, incitamento indiretto al terrorismo oltre al reato di ricevere e fornire addestramento finalizzato ad atti di terrorismo. Particolarmente importante appare poi la politica del memorandum of understanding che il governo laburista sta applicando con molti paesi del Nord Africa, primo dei quali la Giordania. In base alla legislazione internazionale vigente, infatti, la Gran Bretagna non può estradare cittadini verso paesi in cui incorrerebbero nella pena di morte o nella tortura ma grazie al memorandum questo divieto verrà rimosso e la Gran Bretagna potrà estradare in Giordania persone sospettate di incitamento al terrorismo presenti sul suo territorio.
Mauro Bottarelli
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