Il pacco bimba
Cosa succede se una balenottera risale il Tamigi o un delfino si arena sulla spiaggia di Capalbio? Il finimondo di emozioni e di mobilitazioni mediatiche. Per una ragazzina di dieci anni hanno lottato solo due giovani sposi, due nonne, il bel popolo di Cogoleto ligure. Lasciamo stare gli errori e le imprudenze che ciascuno di noi avrebbe potuto compiere davanti al caso non di una astratta bambina, ma di quella bambina lì, che si è parata davanti agli occhi dei coniugi Giusto come il viandante evangelico pestato dai briganti davanti agli occhi del buon samaritano. Cosa avreste fatto voi al posto loro? Non poteva essere scritta peggio la parola fine sulla vicenda di Maria. Che vergogna. Senza neanche attendere il verdetto della Corte d’Appello, il governo italiano l’ha messa su un aereo e l’ha riportata in Bielorussia. Complimenti alle istituzioni che si sono battute perché Maria «non diventasse un caso diplomatico». Però c’erano fatti, prima che emozioni, che avrebbero consigliato ulteriore prudenza. E magari la decisione di investire del caso (Maria, come le tante negli orfanotrofi di quell’Est che bussa per entrare nella Ue) la sede europea. Volevate la conferma di cos’è la giustizia politicizzata? Eccola squadernata sotto i vostri occhi nell’epilogo pilatesco di questa triste storia. Dove un giorno (5 settembre) il Tribunale sentenzia che «non può evidentemente disporre il trasferimento di un minore in contrasto con le indicazioni mediche competenti», il giorno dopo (6 settembre) ribalta la sentenza e, infine, una Corte d’Appello (30 settembre) si incarica di apporre il sigillo giuridico della legalità alla decisione tutta politica che nel frattempo (29 settembre) aveva già fatto prelevare e rispedire Maria al mittente come una cartolina, un pacco postale, un piccolo, sgradevole incidente diplomatico.
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