Il Piemonte accoglie i nascituri disabili?
Se è vero che il domandare è tipico delle persone intelligenti, porre le giuste domande, in difesa della vita, non solo è sintomo di intelligenza, bensì anche di grande senso della giustizia. Ed è ciò che ha fatto il presidente di Federvi.P.A., Claudio Larocca, nella sua recente lettera al presidente Ciro e alla maggioranza di centrodestra a Palazzo Lascaris, a partire dal titolo dello stesso: “In Piemonte c’è posto per i nascituri disabili?”.
È lo stesso Larocca a dirci che cosa è successo: «Il 3 febbraio scorso il Consiglio Regionale del Piemonte ha dato il via libera al test del Dna fetale gratuito alle donne in gravidanza, finalizzato ad individuare il numero più alto possibile di nascituri affetti da alcune sindromi cromosomiche».
Seconda domanda: «Considerato che trattasi dello stesso strumento con cui in Islanda è stato raggiunto l’obiettivo “zero nascite” di bambini affetti da sindrome di Down, ci chiediamo quale sia la reale finalità di tale provvedimento. Si mira a individuare tali anomalie cromosomiche per poter avviare in anticipo un percorso di aiuto e sostegno ai genitori e preparare così un’adeguata accoglienza del figlio bisognoso di servizi specifici, o al contrario ci si pone l’obiettivo dell’aborto sistematico dei nascituri in questione?».
La minaccia “eugenetica e altri malanni” è dietro l’angolo: «Se da un lato il Nipt, quale test di screening non invasivo, può costituire una conquista, dall’altro le possibili finalità e il contesto nel quale viene reso gratuito, possono trasformarlo in facile anticamera di una soluzione eugenetica che spaventa. Per questo motivo chiediamo al Consiglio Regionale se sono stati previsti altrettanti investimenti di sostegno alla donna e alla coppia in caso di diagnosi di patologie fetali, fino al parto e in età pediatrica e di aggiornarci sullo stato della ricerca scientifica per queste patologie, ad esempio sul metabolismo dei neuroni per chi ha la sindrome di Down».
Dietro al via libera non vi è soltanto un esponente dell’ala radicale nel consiglio regionale: «Il fatto che attualmente la diagnosi prenatale con esito positivo sia seguita automaticamente dal suggerimento pressante di interrompere la gravidanza, quindi di abortire, non ci lascia sereni. La proposta è stata presentata dal capogruppo di Luv, Marco Grimaldi e ha trovato la convergenza dell’esponente leghista Sara Zambaia».
Terza domanda: «È noto che, rispetto a queste problematiche, Luv sia da sempre fermamente schierato su posizioni abortiste e ci si chiede quindi con quale prospettiva partiti così diversi, concordi praticamente su nulla, abbiano trovato una comunione d’intenti su tale misura. In particolare, ci chiediamo se l’esponente della Lega condivida tali posizioni o sia disponibile e determinata a vigilare affinché venga scongiurato il rischio che tale provvedimento finisca per innescare pericolose derive abortiste e quindi antiumane».
Come avrebbe asserito una guida dei torinesi “laici”, il professor Bobbio, la difesa della vita è compatibile con l’uso della ragione: «Se riconosciamo – ha ricordato ancora Larocca – inviolabile l’art. 32 della Costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, dovremmo impegnarci prima di tutto a tutelare l’indigente e l’avente quindi diritto a cure garantite, che in questo caso specifico è proprio il bambino non ancora nato e con diagnosi di patologia genetica; un fine di cura che questo test non raggiunge né nelle intenzioni né nei fatti».
Ma il presidente ha anche avanzato delle proposte: «Riteniamo quindi che la strada da intraprendere sia piuttosto quella del counseling e del supporto che non mirino all’eliminazione del nascituro, ma delle comprensibili paure e a un fattivo e concreto aiuto ai genitori e, ancor prima, che si debbano investire risorse per costruire una cultura di accoglienza della vita sempre, senza distinzioni di alcun tipo e proseguire sulle ricerche per una vera cura di queste patologie. Chiediamo dunque ai partiti che hanno presentato e votato il provvedimento di pensare a percorsi terapeutici, pediatrici e socio assistenziali validi, capillari e gratuiti per famiglie e coppie con figli, nascituri o nati, che presentano patologie».
Ne approfitto per sottolineare che non è la prima volta che in casa Lega – e il centrodestra in generale – si assiste a forti contraddizioni, come provai a sottolineare in questo articolo. Quanto detto fino ad ora serva per ricordare a chiunque custodisca la vita di ogni uomo, dal suo concepimento alla morte, voglia aderire alla realtà, che il centrodestra va trattato con sano distacco, giacché “alleato tattico” (certo, Pd, 5S and Co, non possono essere appoggiati nemmeno per sbaglio), a meno che non si trasformi in “destra divina e monarchica”; non si dimentichi che Lega, FI e FdI sono pur sempre figli della rivoluzione, intrisi di quel liberalismo illuministico che immagina l’uomo capace di migliorare se stesso e il mondo attorno a lui senza Dio. Questo pensiero finale è rivolto ai cattolici dallo “spirito forte e il cuore tenero” e a tutti i pagani artistotelici, socratici, ciceroniani, àncorati alla realtà, per mezzo del diritto naturale, e in cerca della verità che ha trovato i primi.
Foto Ansa
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