Mentre Netanyahu vola negli Usa e Israele colpisce gli Houthi in Yemen, prosegue la guerra nella Striscia. I capi di Hamas divisi se resistere o accettare un accordo. Voci sulla morte di Muhammad al Deif
Striscia di Gaza, luglio 2024 (foto Ansa)
Benjamin Netanyahu si prepara a volare negli Stati Uniti. Incontrerà l’amministrazione americana proprio nel pieno di una rovente campagna elettorale. Vuole parlare con Joe Biden ma anche con Donald Trump, ed è facile capire perché. Sul tavolo della discussione c’è il presente e il futuro, ci sono decisioni che potrebbero segnare non solo le sorti personali dei protagonisti del vertice, non solo futuro di Israele ma il destino stesso del Medio Oriente. Dal Libano a Gaza, e lo sguardo si allarga dalla Siria fino all’Iran.
Ieri i jet israeliani hanno bombardato alcuni siti nello Yemen collegati agli Houthi, sostenuti dall'Iran. L'attacco è stato una rappresaglia per un attacco con drone partito dallo Yemen il giorno prima, che era riuscito a eludere le difese israeliane e aveva colpito un edificio a Tel Aviv, uccidendo una persona.
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