Il posto che merita ogni libro

Di Valenti Annalena
13 Aprile 2006

Mai avrei pensato di poterlo fare. Ho buttato via un libro. Mi è sempre sembrato un peccato, quasi il voler gettare una cosa “sacra”. Non l’ho fatto con Fiabe dei Balcani anche se, dopo aver letto che il principe sposa la principessa e poi vuole sposare anche sua sorella, ho pensato fosse meglio un abile allontanamento, e così, fino a quando il Giò, che vuole sposare tre sue compagne d’asilo, avrà delle idee un po’ più chiare, è finito nel punto più alto della libreria. Al massimo c’è questa sorta di censura, e alcuni libri, che forse non leggeremo mai, troneggiano dal punto più irraggiungibile della libreria. Regalo di un amico, bella copertina, ricordo di gioventù, costo che incute rispetto, sono molti i motivi che ce li fanno lasciare lassù. Oppure, quando proprio non c’è più spazio, passano in cantina. Lo zio ha regalato a mio marito un libro di Aldo Busi, a ricordo di uno scontro infuocato avvenuto tra di loro in una trasmissione televisiva. Neanche quello sono riuscita a buttar via. Ma Ci sarà un’Italia di Romano Prodi e Furio Colombo, comprato (che sembrava potesse essere giornalisticamente utile) il giorno 6 aprile alle ore 17, oggi 7 aprile ore 10 è nella spazzatura già da alcune ore. Previsione, presagio o emerita cazzata?

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