Il potentato casiniano è un apostrofo rosa tra gli azzurri e l’Azzurra
«Mi piacevano moltissimo le pistole. Invidiavo gli amichetti» dice Clementina Forleo, magistrato, a Magazine (14 settembre). La battutaccia verrebbe, ma nella lunga intervista della Forleo sul settimanale corrieresco c’è il racconto di almeno una quarantina di querele. Fatevela da soli. ´´´ «Noi non saremo mai perché muoia Sansone con tutti i filistei» dice Rocco Buttiglione a Repubblica (11 settembre). Se per filistei si intende quelli dell’Udc, trattasi di autocritica. ´´´ «è un Papa tragico quello che dalla sua Baviera ci sorprende con un’omelia acuminata» dice Gad Lerner su Repubblica (11 settembre). Era un commentatore opaco quello che dal suo Monferrato ci annoiava con zanzare pungenti. ´´´ «Se non altro il serial killer non aveva rivendicato le sue azioni» scrive Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera commentando l’intervento di Luciano Moggi a “Quelli che.” e comparandolo a un’antica intervista televisiva al pluriomicida Donato Bilancia (14 settembre). Buon vecchio Corriere, sempre equilibrato e garantista. ´´´ «Il partito di Pier Ferdinando Casini rivendica il ruolo di mosca cocchiera nei confronti degli alleati» scrive Massimo Franco sul Corriere della Sera (15 settembre). Ma uno rivendica un “ruolo di mosca cocchiera”? E, poi, arriverà un altro che si vanterà di essere una faccia di merda? ´´´ «La policy è stata quella di sfruttare l’11 settembre per l’invasione e l’occupazione dell’Iraq» dice Sidney Blumenthal, già stretto consigliere di Bill Clinton, a Europa (17 settembre). Ed è proprio un viziaccio dei presidenti americani. Pensate a quell’handicappato di Franklin D. Roosevelt. Per quell’incidente minore a Pearl Harbour, invase e occupò Asia ed Europa. ´´´ «Non abbiamo tv né potentati economici» dice Pierferdinando Casini, riportato da Avvenire (17 settembre). Il potentato economico è un apostrofo rosa messo tra gli azzurri e l’Azzurra. ´´´ «Anche nel bipolarismo più maturo fare opposizione richiede rigore ma senza escludere la ragionevolezza» dice Nando Dalla Chiesa a Repubblica (17 settembre). Ma che fai, Nando? Ti freghi con le tue mani. Se si escludeva la ragionevolezza, avevi le tue belle chance. ´´´ «Nemmeno il Papa può permettersi di lasciarsi sfuggire delle affermazioni che possono alimentare una situazione già esplosiva» dice Antonio Di Pietro a Repubblica (17 settembre). Meno male che non è più pm, altrimenti ci arrestava anche il Pontefice. E questo qui sarebbe il nuovo cocco dei cattolicissimi Marco Follini e Pierferdinando Casini. ´´´ «Il presidente di Banca Intesa, patron della Mittel il “salotto buono” di Brescia, sta tentando di tessere una delicata trama» dice Simone Filippetti sul Sole 24 ore (17 settembre). Bazoli sta tentando di tessere una trama? Ma com’è possibile? ´´´ «I suoi discorsi erano più antioccidentali che antislamici» dice Stefano Allievi sul Manifesto (17 settembre). Sarebbe una difesa del Papa.
´´´ «Puff; vent’anni di pontificato wojtyliano andati in fumo in un baleno» dice Mimmo De Cillis sul Manifesto, criticando Joseph Ratzinger (16 settembre). Ma Wojtyla non era quell’oscuro reazionario, medievalista che aveva mandato in fumo in un baleno gli anni del pontificato montiniano? ´´´ «La jihad è innanzi tutto lo sforzo individuale per migliorarsi» dice Farian Sabahi sulla Stampa (17 settembre). E dopo l'”innanzi tutto”? Quando si tirano fuori le scimitarre o ci si riempie di esplosivo? Che si fa, dopo l’innanzi tutto? ´´´ «Lo sento quanto ci si può sentire a tanta distanza» dice Chiara Boni, neo sposa di Angelo Rovati, alla Stampa (17 settembre). Va notato con quanta discrezione non è nominato il termine “telefono”.
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