Il prof. palindromo non abiura

Di Reibman Yasha
11 Maggio 2006

«Gli ebrei da vittime sono diventati carnefici». «Parafascisti». «Ricercano la superiorità razziale». Sono queste alcune delle accuse rivolte a ebrei e Israele (senza compiere distinzioni, naturalmente) da parte di un “raffinato intellettuale” nostrano. Parole che questo “professore” ha messo nero su bianco, corretto, rivisto e infine dato alle stampe. Per pubblicarle ha scelto la berlusconissima casa editrice Einaudi mentre lui è sinistrissimo, ma il piccolo dibattito su quotidiani e televisioni è tutto incentrato sul contenuto del libricino.
Alla trasmissione “Fahrenheit” su Radiotre, l’autore sembra mostrare di capire la gravità delle affermazioni contenute nel suo libro, sembra capire che queste falsità, agli occhi di qualche violento, potrebbero rappresentare una legittimazione per futuri atti antisemiti. Il “professore”, in un lampo di apparente onestà, riconosce di «essersi sbagliato» e si impegna a modificare le parti discusse nelle successive edizioni. Una nobile prova di onestà intellettuale.
Poche ore dopo, la sera stessa, in un teatro milanese gremito di persone venute a sentirlo, molte anche per veder confermato l’impegno preso nel pomeriggio, il nostro torna sui propri passi: «Non potete chiedermi abiure». Trecartaro? Un uomo incapace di mantenere la stessa opinione per più di cinque ore? Semplicemente un furbacchione? Tante ipotesi, molta amarezza. Oggi, passati pochi anni, viene indicato come ministro della Repubblica. Si chiama Alberto Asor Rosa. Auguri.

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