Il razionalismo occidentale al tramonto mostra un paura paradossle della libertà

Di Tempi
21 Settembre 2006

Contrariamente a quanto molti osservatori pensano, gli avvenimenti seguiti al discorso di Benedetto XVI all’università di Ratisbona confermano la correttezza della sua diagnosi e l’urgenza della sua proposta. Ci siamo infatti trovati in una congiuntura paradossale: da una parte il Pontefice della Chiesa romana che manifesta candida fiducia nella natura ragionevole dell’uomo, impronta del divino in lui, e non esclude nessuno dal compito di lavorare all’allargamento della ragione; dall’altra i presunti eredi dell’illuminismo, simboleggiati dall’ormai celeberrimo editoriale del New York Times, che bacchettano colui che ha osato esercitare il diritto umano al logos e invocano le tenebre sul mondo in nome della pace. Una pace che è sottomissione alle minacce di chi risponde alle armi della critica con la critica delle armi. In questo suicidio dell’illuminismo laicista vari fattori meritano la moviola: la crescente influenza dei capitali arabi sui media occidentali e il condizionamento che essi cominciano ad esercitare sulla libertà di espressione; l’intolleranza laicista che vorrebbe confinare i religiosi nel recinto delle liturgie sacre e dell’irenismo, riservando al nuovo clero degli editorialisti e degli intellettuali l’autorità di decidere cosa il popolo deve pensare; e infine l’attitudine a trattare l’umanità come un asilo infantile, composto da bambini musulmani irrequieti coi quali non si può ragionare perché perderebbero subito il controllo di sé e bambini non musulmani che devono tacere, anche quando vedono l’imperatore nudo, perché i loro genitori-intelligentsia laicista sanno meglio di loro cosa è opportuno dire e non dire. L’infantilizzazione dell’umanità è l’esito estremo del crepuscolo del razionalismo occidentale; la proposta papale di una nuova alleanza fra fede e ragione è un percorso che merita considerazione.

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