L’appello ai negoziati del Papa tiene conto di una situazione militare sul terreno sempre più difficile per Kiev e del rischio di un’escalation nucleare. La Santa Sede deve però stare attenta a non farsi strumentalizzare
Papa Francesco (Ansa)
Le parole di papa Francesco alla Rsi svizzera hanno destato scalpore. Il Pontefice è tornato a ribadire la necessità di concludere la guerra in Ucraina attraverso il dialogo e il negoziato. Ma lo ha fatto, come già accaduto altre volte durante il suo pontificato, senza misurare con attenzione le parole, utilizzando una terminologia che ha suscitato l’ira del governo di Kiev e l’addolorata delusione della Chiesa greco-cattolica ucraina.
La «bandiera bianca» e le polemiche
Riprendendo l’espressione utilizzata dall’intervistatore riguardo al «coraggio della resa, della bandiera bianca», papa Francesco ha affermato: «È più forte chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca, di negoziare». Matteo Bruni, direttore della Sala stampa vaticana, ha poi precisato che Bergoglio «usa il termine bandiera bianca per indicare la cessazione delle ostilità». Il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, ha anche aggiunto che per negoziare bisogna essere in due e che «la prima con...