Il regalino di Visco
Il decreto legge 223 del 30 giugno 2006 (ora convertito in legge 248/06) è stato “una bella botta” per il mercato immobiliare. La nuova imposizione fiscale decisa dal governo prevede che le società che acquistano aree edificabili debbano pagare un’imposta di registro del 10 per cento più quella ipotecaria e catastale dell’1 per cento. Non solo: il costo dell’intermediazione va dichiarato nell’atto notarile e quindi è abolita di fatto la libera contrattazione e gli eventuali sconti. Secondo gli esperti, gli operatori saranno costretti a scaricare questi maggiori costi sulla clientela. Il che inciderà sui prezzi frenando la riqualificazione di molte aree urbane. I prezzi delle abitazioni di proprietà delle società saliranno del 10-15 per cento. Così, secondo Nomisma, gli afflussi di capitale nazionale e internazionale andranno verso altri paesi come Francia, Spagna e Germania. E per chi intende acquistare un appartamento c’è l’obbligo di chiedere un mutuo che non superi il costo reale dell’immobile. Così viene posto un freno alle ristrutturazioni dell’appartamento eventualmente pianificate dall’acquirente. Dal primo di ottobre il decreto dice che per i lavori di recupero edilizio la detrazione cala dal 41 al 36 per cento su 48 mila euro per abitazione e non più per ciascuno dei comproprietari. Che dire? Bersani e Visco fanno rima con fisco.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!